L’avevano battezzato un po’ pomposamente “Vigilupo”. Ma il servizio adesso è stato formalmente cancellato. Con grande soddisfazione dei gruppi ambientalisti e animalisti, la Provincia di Trento ha dovuto rinunciare alle ronde anti-lupo che erano state varate lo scorso inverno, dopo alcuni episodi di uccisione di pecore. La comunicazione è stata data dall’assessore Giulia Zanotelli, che si occupa di agricoltura, foreste, caccia e pesca, nella risposta a una interrogazione del consigliere Michele Dallapiccola del partito autonimista Patt.

Il primo stop è venuto a maggio da una seduta del Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica. In quella occasione il commissario di governo, citando anche le disposizioni del Viminale, aveva spiegato il proprio diniego a impiegare forze in una specie di sorveglianza armata contro i predatori (tra questi erano compresi in parte anche gli orsi). La ragione? Le forze dell’ordine hanno come compito quello di occuparsi della repressione del crimine e della prevenzione nel controllo del territorio.

La Provincia autonoma a guida leghista aveva individuato nella polizia locale il compito di controllare i lupi, individuando anche alcune aree del Trentino particolarmente sensibili, come l’area di Ala e la val di Fassa. Ai vigili urbani di Trento, invece, spettava il compito di monitorare la presenza di orsi sul Bondone. Le associazioni ambientaliste denunciano con una nota: “Sono stati spesi inutilmente soldi pubblici che potevano essere utilizzati meglio, in opere di prevenzione per proteggere gli animali d’allevamento, e in buona informazione/formazione per i cittadini e per chi lavora in montagna”.

La firma è di Ente Nazionale Protezione Animali, Lega Anti Caccia, Lav, Legambiente, Lipu, Pan-Eppaa e Wwf. “Come era prevedibile, ora è arrivato lo stop alle ronde anti-lupo e anti-orso. È probabile che l’apprezzata e ragionevole decisione assunta dal commissario del governo sia anche frutto dell’incontro avvenuto all’inizio di luglio scorso, durante il quale le associazioni ambientaliste/animaliste firmatarie hanno espresso il loro motivato dissenso rispetto all’inutile servizio, attivato sull’onda di un isterismo locale montato ad arte”.

Ambientalisti e animalisti ne sono convinti: “L’idea di istituire le ronde anti-selvatici si è rivelata fallimentare, non hanno portato alcun beneficio, così dicono i dati, semplicemente perché la presenza dei selvatici non causa alcun problema di ordine pubblico e nessun pericolo per l’incolumità pubblica. La vera ragione era meramente di propaganda politica, una mossa per creare ad hoc tra i cittadini un clima di paura nei confronti di lupi ed orsi”.

Altra frecciata alla giunta Fugatti per aver cancellato la serata di presentazione del “Rapporto orso”, tradizionale appuntamento di informazione che si svolgeva al Muse, e abolito il comitato faunistico, un tavolo tecnico a cui partecipavano anche le associazioni.

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