Erano le 3.15 di questa notte quando la nave Gregoretti della Guardia Costiera italiana è attraccata alla banchina Nato del porto di Augusta, dove tuttora si trova ormeggiata in attesa del via libera allo sbarco dei 131 migranti salvati in due distinte operazioni del 25 luglio. Nella tarda serata di sabato, quando l’imbarcazione era ancora in rada al largo di Catania, era stata fatta sbarcare una donna incinta all’ottavo mese di gravidanza assieme al marito e ai due figli piccoli, dopo che i medici avevano dato l’allarme per le sue condizioni di salute. Ora si attende l’autorizzazione allo sbarco degli altri naufraghi a cui, a quanto risulta al Fatto Quotidiano, il ministro dell’Interno Matteo Salvini è pronto a dare il via libera già tra oggi e domani. Un modo per evitare che si verifichi anche un nuovo “caso Diciotti”, con i migranti soccorsi e l’equipaggio della Guardia Costiera tenuti “in ostaggio” dal governo. Al momento i migranti a bordo, fa sapere la Guardia Costiera, “vengono assistiti dall’equipaggio e dal team medico in attesa, come confermato dal Ministero dell’Interno, delle determinazioni politiche e del riscontro positivo dell’Unione Europea sulla ricollocazione dei naufraghi soccorsi”. Duro il commento sulla vicenda del senatore Gregorio De Falco, già ufficiale del corpo delle Capitanerie di porto ed ex M5s, espulso dal Movimento a dicembre. “Sequestrare a bordo della Gregoretti, nave militare ormeggiata in acque interne, 131 naufraghi – scrive su twitter – non solo è illegale, ma è stupida ed inutile crudeltà”.

In mattinata è arrivato anche l’appello all’Ue del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli: “La Gregoretti ha ormeggiato stanotte al porto di Augusta, come è normale che sia per una nave militare. Ora la Ue risponda, perché la questione migratoria riguarda tutto il Continente”. Il governo sembra essere quindi compatto sulla linea dettata da Salvini che in questi giorni ha ribadito con fermezza che il Viminale non autorizzerà lo sbarco finché dalla Commissione europea arrivino garanzie certe sulla presa in carico di tutti i 131 migranti, cosa che al momento ancora non c’è stata. Palazzo Chigi ha infatti inviato una lettera a Bruxelles chiedendo alla Commissione di coordinare le operazioni di ricollocazione dei migranti e da Bruxelles sono partiti i contatti con i Paesi membri per raccogliere la disponibilità ad accogliere le persone soccorse ma ancora non sono arrivate risposte precise.

La Guardia Costiera ricorda la vicenda, iniziata il giorno 25 luglio, quando “diversi gommoni carichi di migranti hanno lasciato la Libia per dirigersi verso le coste europee. Tre sono stati soccorsi dalla guardia costiera libica, intervenuta anche sul barcone affondato al largo di Al Khoms, mentre altri tre hanno proseguito la navigazione entrando all’interno della zona di SAR maltese. Le autorità de La Valletta hanno soccorso un gommone con circa 100 migranti e richiesto nel contempo collaborazione all’Italia che ha inviato – su indicazioni del Ministero dell’Interno – due motovedette, della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, che hanno assistito 141 naufraghi. Successivamente 6 migranti per ragioni sanitarie sono stati portati sull’isola di Lampedusa”. Le motovedette, riassume ancora la Guardia Costiera, “hanno quindi trasbordato i rimanenti 135 migranti sulla Nave Gregoretti della Guardia Costiera dotata di un team medico del Cisom in grado di assistere adeguatamente i naufraghi in attesa di indicazioni relative al successivo trasferimento verso un ‘place of safety’. In previsione del peggioramento delle condizioni meteo la nave ha poi assunto rotta verso la Sicilia Orientale, raggiungendo un punto di ancoraggio fuori dal porto di Catania dove è stata rifornita di viveri e medicinali“.

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