Dopo il caso Diciotti, è la volta della Gregoretti. Ma il Viminale ha deciso di non ripeterne lo schema che portò Salvini all’incriminazione per sequestro di persona. Al contrario, e nonostante i toni, per quanto risulta al Fatto Quotidiano, il ministro dell’Interno è pronto ad autorizzare lo sbarco già tra oggi e domani.

A differenza di quel che avvenne il 16 agosto 2018 con la nave Diciotti, il soccorso operato dalla Gregoretti, che ospita a bordo 135 naufraghi, non è stato deciso in autonomia: per il Viminale non ha rappresentato una sorpresa. Certo, Salvini continua a ribadire la linea dei “porti chiusi”, pur sapendo che chiudere i porti a una nave della Guardia costiera italiana è impossibile: “Ho dato disposizione che non venga assegnato nessun porto prima che ci sia sulla carta una redistribuzione in tutta Europa dei migranti a bordo”, ha dichiarato ieri, chiedendo “un impegno concreto ad accogliere tutti. Vedremo – ha aggiunto – se alle parole seguiranno i fatti. Io non mollo”.

In realtà, mentre il governo italiano invia a Bruxelles una lettera, con la quale chiede di coordinare le operazioni per ricollocare i naufraghi, a bordo della Gregoretti – per quanto risulta al Fatto – giungevano rassicurazioni sul via libera allo sbarco entro 24, massimo 48 ore. Se così fosse, l’ipotesi di un nuovo fascicolo per sequestro di persona, con Salvini nel ruolo d’indagato, non pare plausibile. E non soltanto per la diversa tempistica che toccò ai 190 naufraghi della Diciotti, sbarcati a Catania il 20 agosto, quindi ben 4 giorni dopo. Il punto è che il pattugliatore Diciotti stazionò a lungo di fronte a Lampedusa, consentendo alla procura di Agrigento l’apertura di un fascicolo, mentre ieri la Gregoretti s’è fermata al largo giusto il tempo di consentire l’evacuazione di 6 naufraghi in condizioni critiche. Poi s’è diretta verso Catania, dove l’orientamento del procuratore Carmelo Zuccaro è noto: fu lui a firmare la richiesta di archiviazione per Salvini, quando ereditò per competenza il fascicolo sul sequestro di persona, salvo vedersi ribaltare la situazione dal tribunale dei ministri, prima che Salvini venisse salvato in Parlamento con l’appoggio del M5S (niente autorizzazione a procedere). E quindi: se pure lo sbarco dovesse tardare, difficilmente Zuccaro contraddirà se stesso. E comunque, con la repentina virata verso Catania, la Gregoretti ha impedito alla procura di Agrigento di ipotizzare qualsiasi reato.

Resta il fatto che i migranti soccorsi dal peschereccio italiano “Accursio Giarratano” e da un peschereccio tunisino sono ancora a bordo della Gregoretti e che il loro sbarco ieri è stato impedito. La Ong Mediterranea ha deciso di devolvere 10 mila euro al comandante e all’equipaggio del peschereccio italiano: “Oggi più che mai – ha dichiarato il capo missione di Mediterranea, Luca Casarini – chi cerca di difendere questi principi che sono fondamenta della civiltà giuridica europea lo fa a suo rischio e pericolo, assumendosi da solo la responsabilità di difendere in primo luogo la nostra umanità. Le persone che ci hanno sostenuto economicamente lo hanno fatto per contribuire a salvare vite umane, e, anche se noi con due navi sequestrate e migliaia di euro di multe attraversiamo un momento di difficoltà economica, vogliamo riconoscere pubblicamente e concretamente l’impegno di chi in mare ogni giorno compie il suo dovere riconoscendo che ci sono valori che non si possono cancellare per decreto. Grazie Carlo Giarratano, grazie al suo equipaggio, grazie alla gente di mare. Navighiamo nello stesso mare, quello dell’umanità”. “Non li avremmo mai lasciati alla deriva, torneremo a casa dalle nostre famiglie dopo che avremo conosciuto la loro sorte”, ha commentato il comandante Carlo Giarratano ricordando che la nave porta il nome del figlio scomparso a 15 anni: “Lo facciamo anche per lui”. “Nemmeno noi, come voi, ci giriamo dall’altra parte”, ha concluso.

L’opposizione ha commentato duramente: “Siamo arrivati all’assurdità di un governo che chiude i porti anche alle navi della Guardia costiera italiana con 135 naufraghi a bordo e non solo di quelle delle Ong colpevoli di non lasciare che i profughi affoghino guardando dall’altra parte. Se non fosse una situazione drammatica, verrebbe da chiedersi se stiamo su ‘Scherzi a parte’”, ha dichiarato la senatrice di LeU, Loredana De Petris. “Capisco che Salvini debba trovare ogni giorno argomenti per non far parlare della vicenda dei rubli russi”, ha commentato Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, “tuttavia ora si sta davvero esagerando: sta giocando sulla pelle di povera gente e mettendo in discussione serietà e professionalità della Guardia Costiera italiana”.

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