Non bastano il rinvio della discussione in commissione Giustizia a settembre, né la decisione di riscrivere un testo per la riforma dell’affido condiviso unificando le diverse proposte, compito affidato comunque allo stesso contestato senatore leghista Simone Pillon.  Per “Non una di meno” e le associazioni tornate nelle piazze di tutta Italia per contestare il disegno di legge, tutti i testi vanno ritirati: non solo il ddl Pillon, considerato “inemendabile”, ma anche le proposte di legge collegate. “C’è una partita che si gioca dentro il governo. Dal sottosegretario Spadafora e dai 5 Stelle soltanto annunci, ma non hanno mai nemmeno ritirato le firme sulla proposta di legge Pillon”, hanno attaccato nel corso di un sit-in organizzato in piazza Montecitorio. Né le donne e le associazioni scese in piazza si sentono rassicurate dallo slittamento: “Non ci fidiamo di questo governo. Già avevano parlato di archiviazione, poi hanno ritirato fuori tutto”, hanno attaccato. Presenti in piazza pure l’ex segretaria Cgil Susanna Camusso e l’ex presidente della Camera Laura Boldrini: “Se ci fidiamo che il M5s stoppi una riforma come quella Pillon? Il M5s si è salvinizzato senza nemmeno accorgersene, hanno perso l’anima”, ha attaccato la deputata di Leu. E anche le associazioni chiedono più coraggio ai pentastellati: “Il M5s ci metta la faccia“, rivendicano

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