“Dove ho lasciato i miei auricolari?” È una domanda ricorrente in un’epoca in cui tutto è wireless, piccolo e portatile. Apple offre da tempo una funzione per ritrovare le periferiche, presto anche i prodotti del robottino verde disporranno di questa comodità. Le periferiche associate con Fast Pair compariranno infatti nell’app “Trova il mio dispositivo” e nel sito web dedicato. L’utente potrà servirsene per rintracciare facilmente i dispositivi persi.

Nell’app, infatti, saranno annotate automaticamente la posizione e l’ora dell’ultimo utilizzo. In più si potranno dissociare gli auricolari e farli suonare in modo da individuarne la posizione, se sono nelle vicinanze. Molto utile, ad esempio, se si ha l’abitudine di lasciarli in giro per casa o di non riporli nell’apposito astuccio.

Questa è solo una delle novità relative a Fast Pair, riportate nel blog ufficiale di Google. Riconoscendo il successo che stanno riscuotendo agli auricolari true wireless, Google intende cavalcare l’onda introducendo una serie di funzioni che miglioreranno l’esperienza utente e la gestione dei dispositivi Bluetooth. La più imminente è la possibilità di visualizzare sullo smartphone le informazioni relative alla batteria per ciascun auricolare, e anche per la custodia di ricarica. In questo modo, l’utente avrà la possibilità di monitorare più facilmente il livello di batteria e capire quando c’è bisogno di una ricarica.

Infine, con il sistema operativo Android Q, i dispositivi Fast Pair avranno una pagina dedicata con i dettagli sul dispositivo Bluetooth collegato, per gestirne al meglio le impostazioni chiave. Insomma, l’obiettivo di Google è rendere più completa, rapida e facile l’esperienza su Android. Le novità arriveranno mediante aggiornamenti automatici del sistema. Google ha inoltre ampliato l’elenco di dispositivi che possono sfruttare la funzionalità Fast Pair: la lista aggiornata è a questo link.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

WhatsApp: le note vocali si potranno ascoltare anche senza aprire l’app

next
Articolo Successivo

Chrome 76 permetterà davvero di navigare in incognito, la novità arriverà il 30 luglio

next