Hanno lavorato nei cantieri delle autostrade per 12 ore al giorno e oltre, anche nei giorni festivi, ma non hanno mai ricevuto dal datore di lavoro – la M.E. Spa di Mosciano Sant’Angelo (Teramo) – alcun compenso per il lavoro straordinario. La denuncia è della Filca Cisl di Chieti. Gli operai e gli impiegati in vertenza sono assunti dall’abruzzese M.E. in regime di subappalto: il committente è Autostrade per l’Italia (del gruppo Atlantia dei Benetton che detiene la quota di maggioranza col 59,4%), mentre la società appaltante è Pavimental, l’unità produttiva in house che esegue per Autostrade le opere di manutenzione e ammodernamento del manto autostradale, nonché di ponti e viadotti. “Chiediamo un intervento dell’Ispettorato del lavoro non solo nei confronti della M.E., ma anche di Autostrade per l’Italia e della Pavimental, per la loro responsabilità solidale in tema di appalti – protesta la Filca Cisl -. Il loro comportamento è gravemente illegittimo e irrispettoso dei diritti dei lavoratori: entrambe sono rimaste sorde di fronte alle loro richieste, tese ad ottenere una giusta retribuzione per le loro attività”.

La responsabilità solidale nei contratti di appalto prevede che se il datore di lavoro diretto (appaltatore o subappaltatore) non paga stipendi e contributi previsti, ad assicurarli sia proprio il committente. Il testo di riferimento è ancora il comma 2 dell’art. 29 della cosiddetta legge Biagi. Afferma che “in caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali ulteriori subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti”. Negli ultimi tempi la giurisprudenza si è fatta ulteriormente garantista con la forza lavoro.

Una sentenza della Corte costituzionale del 2017 (la n. 254) ha interpretato in modo estensivo la legge del 2003, stabilendo che il committente è obbligato in solido pure con il subfornitore. Forte di questo pronunciamento, l’anno seguente l’Ispettorato del lavoro ha chiesto che il vincolo di solidarietà si applichi non solo nella catena degli appalti, ma in tutte quelle forme di decentramento produttivo in cui c’è esigenza di salvaguardare le maestranze per la dissociazione tra il datore di lavoro e l’utilizzatore finale della prestazione lavorativa.

Ilfattoquotidiano.it ha chiesto spiegazioni ad Autostrade per l’Italia, ma ha risposto l’ufficio stampa di Pavimental. “La Ditta M.E. di Mosciano ha lavorato per conto di Pavimental fino all’estate del 2018 con un contratto di servizi. L’attività riguardava la movimentazione e la vigilanza di cantiere e la segnaletica per le manutenzioni sull’A14, tratta di competenza di Autostrade per l’Italia. Gli interventi si sono svolti e conclusi nel periodo 2016-2018. Nel 2018, abbiamo ricevuto da 17 lavoratori della M.E. alcune istanze creditorie relative a presunti inadempimenti di retribuzione da parte del loro datore di lavoro. A questo punto Pavimental si è impegnata nell’approfondimento di ogni singola richiesta”. Attualmente Pavimental è impegnata nella realizzazione di oltre 130 km di ampliamenti di corsia sulla A9, sulla A14 e sulla A1, più numerosi ulteriori interventi sul circuito autostradale nazionale.

La replica della società continua così: “Questa verifica, necessaria per un’eventuale legittimazione delle richieste (apparse, a una prima valutazione, non congrue economicamente) è stata notificata a M.E., alle rappresentanze sindacali e agli stessi lavoratori. A oggi, tuttavia, non ci è stato ancora fornito nessun riscontro da parte dei soggetti destinatari”. E ciò nonostante “nei contratti che Pavimental stipula con ditte esterne vengano richieste dichiarazioni, sottoscritte dal personale impiegato dai sub-appaltatori, sull’integrale corresponsione dei corrispettivi contributivi e assistenziali. Questa documentazione, nel caso di M.E., è  stata acquisita. In ogni caso, ci siamo attivati per sollecitare a quest’ultima l’urgenza di verificare e regolarizzare, al più presto, le posizioni dei suoi lavoratori. È nel nostro interesse che questa vertenza abbia un lieto fine”.

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