“La presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, ha detto che monitorerà da vicino i conti italiani? Questa frase, detta così, non mi piace. Non avrebbe dovuto dire che sta monitorando, come se noi avessimo delegato il nostro potere. Noi siamo all’interno di un sistema che si deve preoccupare dello sviluppo del reddito e della protezione del benessere sociale e io mi attendo da Von der Leyen un discorso di diverso tipo. Non mi faccio disturbare da queste affermazioni“. Sono le parole pronunciate ai microfoni di “24 Mattino”, su Radio24, dal presidente della Consob, Paolo Savona, che aggiunge: “Quelle di Ursula Von der Leyen sono affermazioni politiche, perché deve dare una risposta a quelli che nella Ue la pensano in quel modo, e cioè che il problema dei conti pubblici italiani sia un problema della Europa e non una opportunità, su cui l’Europa conta, come sostengo sempre, sia dal punto di vista dell’economia reale (esportazioni e importazioni), sia dal punto di vista dell’economia finanziaria (protezione del risparmio”.

Savona puntualizza: “Ursula Von der Leyen e Christine Lagarde (presidente della Bce, ndr) sono due eccellenti persone. E da loro mi aspetto una visione di costruzione di una Europa più forte e più equa, come scrissi nel mio documento da ministro. Quindi, attendiamo. Se non avessi la speranze che queste due eccellenti donne ci porteranno a questo risultato me ne tornerei a prendere il sole in Sardegna. Ricostruire la fiducia non è così facile, ma innanzitutto l’Europa deve cominciare a mandare messaggi di tenore diverso e non del tipo: ‘Avete un rischio’. Questo no. La Ue deve cominciare a tener conto che il nostro rischio è la sfiducia e che l’Europa stessa può contribuire, assieme a noi, a ristabilire questa fiducia nel Paese. Naturalmente, poi c’è il compito a casa, il compito che spetta all’Italia”.

Uno dei conduttori, Oscar Giannino, osserva: “Forse cambiando la qualità della politica economica e di bilanci in Italia, sarebbe diverso”.
“Basta aver pazienza – risponde Savona – Guido Carli mi insegnò che bisogna avere fiducia negli italiani e devo dire che, nella mia lunga esperienza, ho visto che finora abbiamo superato ben altri crisi, come quella degli anni ’70 e degli anni ’90 con Mani Pulite. Il Paese ha le risorse sia materiali, sia morali. Si tratta di darsi tutti una calmata

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