Il ministro dell’Interno Matteo Salvini nicchia, svicola, non risponde. Insomma, non vuole andare in Parlamento a riferire sul caso dei presunti fondi russi per la campagna delle Europee. Nonostante le sollecitazioni del premier Conte e del vicepremier Luigi Di Maio, il capo del Viminale tace di fronte alla richiesta formale di un’informativa presentata dal Partito Democratico. Che quindi, dopo la protesta in Aula, stoppa i lavori sul decreto Sicurezza bis in corso nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia, riunite in seduta congiunta.

I deputati del Pd hanno ‘occupato’ il banco di presidenza dopo che il capogruppo Graziano Delrio aveva preso la parola per spiegare i motivi della protesta: “Non ci sono le condizioni di proseguire i lavori – ha detto – fisicamente ve lo impediremo. A me spiace molto. I lavori non riprenderanno finché non verrà restituita dignità a questo luogo”. Quindi i parlamentari dem hanno raggiunto il banco della presidenza. “Non state dando un bello spettacolo”, li ha redarguiti il presidente Giuseppe Brescia (M5S) prima di dover sospendere la seduta. 

Ma i dem sembrano intenzionati a non demordere: “Non è nelle prerogative di un ministro sottrarsi alla volontà del Parlamento che chiede di ascoltarlo – afferma Nicola Zingaretti lasciando Palazzo Madama dove ha incontrato la presidente Maria Elisabetta Casellati. “Non è facoltà del governo – aggiunge il capogruppo dem Andrea Marcucci – decidere se presentarsi o meno. Se il Parlamento chiama ministri o il premier in aula sono tenuti a presentarsi per rispetto istituzionale. Sarebbe ancora una Repubblica parlamentare la nostra…”. 

Intanto il presidente della Camera, Roberto Fico, come emerso al termine della conferenza dei capigruppo, in seguito alla mancata disponibilità da parte del vicepremier a presentarsi in Parlamento, invierà una lettera al ministro Fraccaro per reiterare la richiesta che era stata avanzata, oltre che dal Pd, anche da LeU e +Europa.

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