“Ho la leucemia. È stata una botta. Ho pianto, la malattia è in fase acuta, ma vincerò questa sfida”: è un Sinisa Mihajlovic in lacrime quello che ha annunciato in conferenza stampa il vero motivo della sua mancata partenza per il ritiro del Bologna a Castelrotto. Un’assenza che ha alimentato una serie di ricostruzioni di stampa, che hanno subito parlato di seri motivi di salute per spiegare il forfait del tecnico serbo. “Da alcuni esami effettuati ho scoperto alcune anomalie che non c’erano qualche mese fa. Dagli esami ho scoperto di avere una leucemia” ha spiegato Mihajlovic nell’incontro convocato per spiegare la situazione ai giornalisti. “Sono pronto ad affrontare la malattia, sono sicuro di vincere questa sfida. Non ho paura, la affronterò e vincerò” ha aggiunto, prima di spiegare ciò che è successo negli ultimi giorni. “Il 28 febbraio ho fatto degli esami ed era tutto apposto, mi sono allenato tutti i giorni fino a fine maggio e non c’era alcun sintomo – ha detto – Poi siccome mio padre è morto di cancro e faccio sempre le prove tumorali, se non l’avessimo fatta con gli esami di sangue normale non avrei scoperto niente”.

“Nessuno deve pensare di essere indistruttibile e invincibile – ha spiegato l’allenatore – perché poi quando succede è una botta tremenda. L’unica speranza è anticipare, per scoprire prima il problema. Nella mia vita nessuno mi ha regalato nulla, ma sono sicuro di uscire un uomo migliore da questa situazione”. Concetti ripetuti ancora una volta: “Abbiamo detto che avevo la febbre e la cosa più difficile è stata convincere mia moglie che fosse vero – la ricostruzione dell’ex difensore – Ho passato la notte a piangere e ancora adesso ho lacrime ma non sono di paura: io da martedì andrò in ospedale – ha annunciato – e non vedo l’ora di iniziare a lottare per guarire. Ho spiegato ai miei giocatori che lotterò per vincere come ho insegnato loro a fare sul campo. Questa sfida la vincerò, non ci sono dubbi”.

“Quando me lo hanno detto è stata una bella botta, sono rimasto chiuso in camera a riflettere perché ti passa tutta la vita davanti. La malattia la rispetto, l’affronto guardandola diritto negli occhi e la vincerò” ha aggiunto Mihajlovic, che poi ha spiegato che la leucemia “è in fase acuta, aggressiva ma attaccabile. Ci vuole tempo, ma si guarisce. L’ho spiegato ai miei giocatori, ho pianto anche con loro” ha rivelato. “Voglio ringraziare tutto il Bologna che mi ha fatto sentire uno di famiglia – le detto ancora MIhajlovic – Per me è una cosa importante. La sfida la vincerò ma ho bisogno delle persone che mi vogliono bene”.

Dopo il tecnico ha preso la parola il medico sociale del Bologna Gianni Nanni: “Dovrà fare delle terapie che sono efficaci perché questa è una malattia che si può combattere. Inizierà martedì ma deve anche poter continuare la sua attività” ha spiegato il medico, che però non si è sbilanciato sui possibili tempi di recupero: “Non possiamo ancora dirlo quanto durerà. Sappiamo la diagnosi, ma non conosciamo il tipo di leucemia. Speriamo che possa essere un passaggio corto. Vincendo questa battaglia tornerà fisicamente più forte di prima, sarà una macchina da guerra”. “È un problema nato il giorno prima del ritiro, quando abbiamo avuto il sospetto che si trattasse di una patologia del genere – ha aggiunto Nanni – In tempi rapidi abbiamo avuto la conferma, ovvero che si tratti di una leucemia acuta. Vent’anni fa non si poteva parlare di questa malattia, oggi con le conoscenze che abbiamo possiamo parlare anche di un futuro roseo per un allenatore che può fare la propria professione“.

A seguire ha preso la parola Walter Sabatini, il direttore sportivo del Bologna, che ha confermato come Mihajlovic era e resta l’allenatore dei felsinei: “Il mister ha deciso di incontrare la stampa e abbiamo accolto la sua richiesta – ha detto – Ci siamo io e Di Vaio fisicamente ma idealmente c’è tutta la dirigenza qui con noi. Sinisa ha in mano il Bologna e terrà in mano il Bologna fino alla scadenza del suo contratto. Qualunque cosa succeda nei prossimi giorni Mihajlovic resterà l’allenatore del Bologna“. Una scelta forte quella del club emiliano, che ha deciso di aspettare il tecnico. Mihajlovic è stato ingaggiato lo scorso anno dal club di Saputo con un obiettivo ben preciso: evitare la retrocessione. Il tecnico serbo ha preso in mano la squadra e con un cammino pieno di soddisfazioni ha centrato la salvezza con largo anticipo. Per la bontà del lavoro svolto, alla fine del campionato il suo nome è finito sul taccuino di varie società che volevano puntare su di lui (Roma in primis), ma alla fine l’ha spuntata proprio il Bologna. Che ora non ha nessuna intenzione di privarsi del suo allenatore, peraltro amatissimo nel capoluogo emiliano.

Smentita, quindi, l’ipotesi di un abbandono da parte di Mihajlovic, nei cui confronti sin da stamattina sono arrivati i messaggi di solidarietà dal mondo del calcio e dagli stessi tifosi del Bologna. “Sinisa non mollare, Bologna è con te” si legge su uno striscione affisso all’esterno del centro sportivo di Casteldebole. “Sei troppo forte, questo ti fa un baffo e poi dobbiamo giocare a padel”: parole (e foto a corredo su Instagram) di Roberto Mancini, che ha mandato un messaggio di sostegno al suo grande amico e collega Sinisa Mihajlovic. Nelle foto pubblicate dall’allenatore della nazionale sul suo profilo, si vedono i due insieme da calciatori con la maglia della Lazio e poi sulla panchina dell’Inter quando Mihajlovic era assistente dell’attuale ct azzurro. “Forza Sinisa, vinci questa battaglia!” ha scritto la Roma su Twitter per sostenere l’ex difensore che ha vestito la maglia giallorossa dal 1992 al 1994. “Forza Sinisa, l’Inter è al tuo fianco in questa battaglia” è invece il messaggio dei nerazzurri, sempre su Twitter. Pensieri simili anche da parte di Sampdoria e Lazio, le altre squadre in cui Mihajlovic ha militato.

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