Sono sbarcati a Malta, dopo le 21, i 65 migranti a bordo della nave Alan Kurdi. “Ce l’abbiamo fatta. Nonostante una grande resistenza, una soluzione è stata trovata ed i migranti soccorsi stanno ora per essere portati in un posto sicuro”, hanno commentato dalla ong olandese Sea-Eye. Il premier maltese Joseph Muscat aveva assicurato a metà pomeriggio, su Twitter, che i 65 migranti a bordo della nave Alan Kurdi sarebbero messi in sicurezza e subito e ricollocati presso vari paesi europei, dando sostanzialmente l’autorizzazione allo sbarco. Dall’annuncio del primo ministro Muscat allo sbarco, però, sono passate circa 5 ore, finché l’imbarcazione non ha potuto attraccare.

Nel primo pomeriggio di domenica i rappresentanti della ong tedesca, a bordo della nave in attesa fuori dal porto di Malta, avevano fatto sapere che “tre dei migranti sono collassati per il caldo e sono sottoposti a cure mediche acute“: due di loro sono minori. “Abbiamo urgentemente bisogno di assistenza medica e di un porto sicuro per tutti quelli a bordo in modo da prevenire il peggio”, aveva scritto l’organizzazione su Twitter.

La navigazione verso Lampedusa – Dopo aver puntato la prua verso Lampedusa, annunciando di non essere “intimidita” dal ministro dell’Interno italiano, sabato l’Alan Kurdi si era vista notificare da una motovedetta della Guardia di finanza un divieto di accesso e transito nelle acque italiane. A quel punto, rispettandolo, è rimasta nella fascia di acque internazionali in attesa di istruzioni. Poi il cambio di rotta nel corso della notte e l’avviso: “Non possiamo aspettare fino a quando non prevarrà lo stato di emergenza – scrive su Twitter l’ong tedesca – Ora si deve dimostrare se i governi europei sono d’accordo con l’atteggiamento italiano”. 

Il primo rifiuto di Malta – La risposta di Malta, che venerdì aveva dato il via libera a Salvini per accogliere la barca a vela Alex e i 55 migranti che in quel momento erano a bordo in ‘cambio’ di un numero simile di richiedenti asilo già ospitati a La Valletta, in un primo momento non era stata positiva: il governo aveva infatti incaricato le forze armate di “intraprendere le azioni appropriate se la nave dovesse entrare” entro le 12 miglia dall’arcipelago, ovvero in acque territoriali. Poi la svolta annunciata da Muscat, che ha anche dichiarato che “come segno di riconoscimento per la buona volontà del Governo maltese, Stati Ue accoglieranno anche metà dei 58 migranti soccorsi in un altro intervento dalle forze armate maltesi, caso avvenuto sotto la responsabilità delle autorità dell’isola”.

I precedenti della Alan Kurdi – Già a dicembre, gennaio e aprile scorsi la nave era stata nelle acque maltesi. Ad aprile venne autorizzata ad entrare nel porto della Valletta e a sbarcare i naufraghi raccolti in acque libiche, ma solo dopo essere rimasta al largo per 11 giorni in attesa di un accordo tra Paesi europei per la redistribuzione dei migranti. La Germania, attraverso il ministro dell’Interno Horst Seehofer, tra venerdì e sabato ha già chiaro di essere disponibile ad accogliere “alcune” delle persone a bordo di Alan Kurdi e Alex ma all’interno di una “soluzione europea”

Le dichiarazioni di Salvini – Le sue dichiarazioni avevano alimentato un botta e risposta con Salvini, che sabato se l’è presa anche con i ministri pentastellati Danilo Toninelli e Elisabetta Trenta affermando che di “sentirsi solo”. Sul blog dell Stelle, intanto, è comparso un post per ribadire, come già più volte negli scorsi giorni, che “i riflettori accesi sono quelli sbagliati” perché “invece di parlare delle centinaia di migranti che continuano ad arrivare sulle nostre coste con i barchini fantasma, giornali come Der Spiegel reggono il gioco delle Ong, sul palcoscenico di un grande ‘Truman Show’ dell’ipocrisia ai danni dei cittadini italiani, delle leggi italiane e delle nostre forze dell’ordine”. Il quotidiano tedesco, accusa il M5s, “che nel passato non ha perso occasione per insultarci, adesso elogia una “showgirl” che viola le nostre leggi rischiando di uccidere anche i nostri militari. Siamo alla più trash delle fiction”.