Ginecologo inseminava pazienti che si credevano sterili con il suo sperma, mettendole incinte. Il medico canadese Bernard Norman Barwin, oggi 80enne, avrebbe compiuto questa “pratica” professionale ripetutamente, almeno una quindicina di volte nell’arco di trent’anni. Molte donne infatti i rivolgevano a lui credendo di essere sterili e gli chiedevano di aiutarle ad avere dei bambini. Nessuna di loro però ha mai sospettato una cosa simile fino a quando nel 2016 la signora Rebecca Dixon è stata la prima a dare l’allarme, come riferisce l’Independent. Attraverso un test del dna ha scoperto che il suo padre biologico non è l’uomo che l’ha cresciuta e che lei ha chiamato papà, bensì mister Barwin.

“In quell’attimo la mia vita è cambiata per sempre”, ha dichiarato la ragazza ai giornali canadesi. La Dixon ha poi aggiunto che continua sempre a scrutare la folla di Ottawa, in Canada, dove vive, alla ricerca di tutte quelle persone che le somigliano e che potrebbero essere suoi fratellastri o sorellastre. I sospetti su Barwin sono iniziati nel 2013 quando quattro donne lo hanno accusato di averle inseminate con il suo sperma a loro insaputa, in quanto lui le aveva valutate sterili. Nel 2016, in concomitanza con la scoperta della Dixon, è iniziata un’azione legale collettiva contro di lui da parte di un gruppo ancor più nutrito di pazienti vittime di questo clamoroso inganno.

Infine, nei giorni scorsi, l’ordine dei medici del Canada gli ha revocato definitivamente la licenza da ginecologo. Allo stesso tempo una commissione del College of Physicians and surgeons dell’Ontario, dove Barwin ha prestato opera per anni, ha condotto un’indagine interna dove ha scoperto la totale volontarietà dell’uomo di inseminare le sue pazienti. Barwin non è si è presentato in aula durante la lettura del rapporto della commissione. Il suo avvocato, presente invece in aula, non ha contestato alcuna accusa formulata dalle vittime.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

“E’ morta soffocata mentre facevamo sesso orale”. Ma la verità è un altra: marito accusato per omicidio

next
Articolo Successivo

Padova, resta bloccata in ascensore per 27 ore: sopravvive bevendo soltanto del vino

next