I voti a scuola sono troppo bassi, l’esame di maturità è andato male, o serve una laurea su due piedi? Molti hacker offrono soluzioni “chiavi in mano”, ovviamente illegali. A lanciare l’allarme sono gli specialisti di sicurezza informatica di Kaspersky, secondo cui online è facile trovare servizi “per hackerare i voti scolastici e ottenere falsi diplomi“.

La miniera d’oro degli studenti imbroglioni è sul dark web, il mercato nero online, dove forum e siti di discutibile onestà pubblicano guide e indicazioni su come manomettere i risultati accademici. Gli studenti inconcludenti non hanno bisogno di studiare come manomettere i voti, a loro basta pagare chi lo sa fare. C’è persino “un modulo semplice da compilare che permette al cliente di selezionare il corso, il livello di laurea e l’università. Sono anche disponibili certificati scolastici che comprendono una lunga lista di materie” spiegano gli esperti di sicurezza descrivendo quello che hanno trovato con “una singola ricerca online effettuata il 12 giugno”, in cui ovviamente “erano previste opzioni anche per hackerare voti e ottenere falsi diplomi”.

Quello che creano i malviventi non sono “pezzi di carta” fasulli, al pari delle banconote false. Il lavoro sporco è sopraffino perché s’intrufolano dei programmi che gli istituti usano per archiviare i voti, e li modificano alla fonte. Il trucco è sfruttare le falle nella sicurezza dei suddetti programmi, insieme a credenziali d’accesso rubate o riutilizzate, che a sua volta qualcuno ha messo in vendita online. In molti casi, infatti, questi programmi “per l’autenticazione di accesso di studenti, genitori e insegnanti si basano solo su username e password”. In un’epoca in cui la scuola è sempre più digitale e connessa, i sistemi informatici “forniscono nuove opportunità anche ad hacker di non altissimo profilo”, ha spiegato David Jacoby di Kaspersky.

Kaspersky ha così identificato una rete clandestina di fornitori che, dietro compenso, fornivano diplomi falsi agli utenti. Una truffa scolastica, che per la cronaca è anche un reato. Come correre ai ripari? Non si può pretendere che i docenti diventino esperti di sicurezza, ma si può chiedere agli istituti di adottare politiche di sicurezza migliori. Ad esempio, sarebbe utile introdurre un’autenticazione a due fattori per i sistemi informatici, in particolar modo per quelli web-based e per l’accesso ai registri, ai voti e ai giudizi degli studenti.

Istituire due reti wireless sicure e separate: una per lo staff e una per gli studenti. Se occorre dare l’accesso ai visitatori, meglio predisporre una terza rete separata. Introdurre e far rispettare solide policy sulla creazione  di password sicure e incoraggiare le persone a non condividere mai le loro credenziali d’accesso. Non salvare tutto online se non è strettamente necessario, e usare soluzioni di sicurezza affidabili.

Quanto agli studenti, meglio mettersi a studiare e lasciare perdere il lato oscuro del web.

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