Addio al vecchio scontrino. Dal primo luglio, a 36 anni dalla sua introduzione, la ricevuta cartacea andrà in pensione per essere sostituita da un documento elettronico. Si tratta di un cambiamento epocale che riguarderà nell’immediato 200mila esercenti con un giro d’affari superiore ai 400mila euro per inglobare l’intera platea (2 milioni di attività) entro fine anno. Ma che cosa significa esattamente per commercianti e clienti? Per gli esercenti lo scontrino digitale apre un canale diretto con l’Agenzia delle entrate dove saranno automaticamente trasferiti dati relativi a tutte le transazioni effettuate. L’operazione non sarà però senza costi: gli esercenti dovranno infatti sostituire o “aggiornare” i registratori di cassa investendo fra gli 800 e i mille euro. In compenso otterranno un credito d’imposta del 50 per cento entro la soglia massima di 250 euro (50 euro nel caso di ammodernamento di una vecchia macchina).

Per il cliente finale, invece, la sostanza non cambia molto. Al posto del vecchio scontrino, si riceverà un documento cartaceo e digitale, eventualmente via mail, che potrà essere utilizzato a fini di garanzie e detrazioni. Addio quindi anche alle noiose fotocopie di scontrini che facilmente tendono a sbiadire. Con l’esclusione però di alcune categorie esentate: non saranno obbligati a ricevuta digitale i giornalai, i tabaccai, i venditori di prodotti agricoli e di servizi di telecomunicazione, oltre che le aziende di trasporto pubblico in cui titolo di viaggio e scontrino coincidono.

Inoltre, con il nuovo documento elettronico, i clienti inizieranno a familiarizzare con una ricevuta che diventerà un tassello fondamentale della lotteria dei corrispettivi che partirà all’inizio del prossimo anno. “Lo scontrino digitale rappresenta un passo in avanti nella trasparenza delle transazioni e nella semplificazione già avviata con la fattura digitale”, spiegano dall’Agenzia delle Entrate che ben presto si troverà a gestire un’enorme mole di dati potenzialmente utili per scovare eventuali evasori. Difficile dire quali saranno i benefici in termini di gettito per le casse dell’Erario. In compenso, qualche indizio può venire dall’e-fattura: nei primi due mesi del 2019, grazie all’analisi dei dati, l’Agenzia delle Entrate ha intercettato acquisti fittizi per 3,2 miliardi di euro e ha bloccato falsi crediti Iva per 668 milioni. “L’esame delle fatture elettroniche ha consentito di smascherare il modus operandi dei soggetti coinvolti nella frode grazie all’incrocio con i dati transitati nel portale Fatture e corrispettivi”, spiega una nota dell’Agenzia. Tecnicamente con la lotteria dei corrispettivi, cui si accederà con il proprio codice fiscale sullo scontrino, le Entrate avranno in mano nuovi dati e saranno in grado di mettere a paragone le uscite di un singolo contribuente verificandone la compatibilità i suoi introiti.

Tornando allo scontrino elettronico, per Confcommercio si tratta di un cambiamento importante che avrebbe richiesto più tempo: per l’associazione l’imminente scadenza del primo luglio rischia di generare il caos anche per via dei ritardi nell’emanazione dei decreti attuativi e delle difficoltà oggettive legate al cambiamento tecnologico in atto. Non a caso, in una missiva indirizzata al Tesoro, il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli aveva chiesto di rinviare la scadenza a fine anno per tutti i commercianti. Ma il governo ha preferito mantenere invariata la scaletta temporale concedendo una moratoria sulle sanzioni fino al 31 dicembre 2019.

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