Botta e risposta serrato a Omnibus (La7) tra la conduttrice Alessandra Sardoni e Nicola Morra, senatore M5s e presidente della Commissione parlamentare Antimafia. La discussione verte sullo Spazzacorrotti e sulla diversa sensibilità di Lega e pentastellati in merito al tema della corruzione.


Morra auspica la realizzazione di un cronoprogramma con cui abbattere fatturati e utili di mafia e corruzione e Sardoni obietta: “Vabbè, ma su questo chi non sarebbe d’accordo? Parliamo dei metodi”.
“E allora perché non lo si fa?”, replica il senatore M5s.

Nasce un vis-à-vis concitato e Sardoni incalza: “Quindi, sta dicendo che le altre forze politiche sono colluse e i 5 Stelle no?”.
Morra viene interrotto e sbotta: “Se mi fa parlare, lo dico. Posso anche dire la mia, no?”. E continua: “Se ci sono forze politiche che raccolgono voti “’ndo’ cojo cojo”, cioè da qualunque ambito, anche in quelli particolarmente opachi, allora quelle stesse forze politiche devono essere chiamate ad assumersi le proprie responsabilità”.


Lei sta dipingendo tutti gli altri come disponibili alla corruzione”, ribadisce la giornalista.
“Dottoressa Sardoni, lei non mi può attribuire cose che non ho detto – replica Morra – Io ho detto che ci sono movimenti e partiti che cercano in qualche modo di evitare infiltrazioni”.
“E quali sono?”, ribadisce Alessandra Sardoni.
Morra risponde: “Per esempio, mi pare che il M5s imponga ai suoi candidati di essere tutti penalmente intonsi e puliti. Altri partiti, invece, fanno firmare il codice di autoregolamentazione per evitare situazioni vergognose e poi però presentano candidati non adatti”.

E, vabbè, voi avete fatto un governo con persone che erano condannate”, commenta Alessandra Sardoni.
Morra sospira nervosamente e sbotta di nuovo: “Questa non gliela consento, però”.
“Perché?” – ribatte Sardoni – “Mi riferisco a Siri”.
Ha ragione, sì – risponde il senatore M5s – “Siri aveva patteggiato. Ed è stato un nostro errore”.

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