Quest’anno con la riforma della maturità il vecchio saggio breve o articolo di giornale si è trasformato nella produzione di un testo argomentativo, di tre categorie differenti. La prima, di carattere artistico-letterario, riguarda il patrimonio culturale e la democrazia che verrà, a partire da un testo di Tomaso Montanari. “Avessi avuto 18 anni avrei fatto questa – commenta la professoressa Saraceno – forse è la mia preferita. Costringe a una riflessione non banale, non è il classico tema storico ma collega la storia al patrimonio culturale, al paesaggio, cioè alle nostre origini”. Nel brano si parla di monumenti e tradizioni, Pantheon e Raffaello, ma anche di intrattenimento televisivo. “Ci sono tanti spunti, e quindi tanti modi di affrontarla”. Il più semplice, forse, è quello suggerito anche dalla stessa traccia che ricorda la citazione di Dostoevskij (“La bellezza salverà il mondo”) contrapponendola a quella di Salvatore Settis (“La bellezza non salverà proprio nulla, se non la salviamo noi”). “Certo ci vuole un bagaglio importante per affrontarla, non è una traccia per tutti”.

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