“Una lettera inviata da Whirlpool a Di Maio agli inizi di aprile – e di cui Politico ha preso visione – mostra che l’azienda ha informato il ministro di non essere più in grado di tener fede all’impegno preso nell’ottobre del 2018 di investire 17 milioni di euro nello stabilimento di Napoli, dove produce lavatrici di fascia alta, ‘poiché il segmento di mercato stava risentendo di un forte calo della domanda‘”. Lo riporta il sito Politico.eu.

Una rivelazione che, se confermata, avvalorerebbe quanto sostenuto il 12 giugno da Carlo Calenda: “Luigi Di Maio ha mentito al Paese e agli operai su Whirlpool – aveva detto il predecessore del capo politico del M5s al ministero dello Sviluppo economico durante lo speciale de L’Aria che tira su La7 – Sapeva della chiusura di Napoli da inizio aprile. Ha incaricato Invitalia di analizzare il nuovo possibile investitore in sostituzione di Whirlpool. Non ha ricevuto i sindacati che hanno chiesto incontro, ha aspettato le europee e poi ha fatto scene indecorose di finta indignazione. Si deve vergognare”.

L’11 giugno Di Maio aveva firmato gli atti di indirizzo per gli uffici del ministero del Lavoro, dello Sviluppo economico e Invitalia per “revocare i soldi degli italiani che sono stati dati a Whirlpool”, accusando la multinazionale di non aver “tenuto fede ai patti”.

Il caso era nato il 31 maggio, giorno in cui i sindacati avevano incontrato il management ed era trapelata l’intenzione del colosso statunitense degli elettrodomestici di di vendere lo stabilimento del capoluogo campano. Un dietrofront rispetto a quanto pattuito a ottobre, quando “con un accordo quadro sottoscritto in sede ministeriale, quindi con l’impegno anche del ministro Di Maio, Whirlpool aveva dato garanzie di investimenti e salvaguardia dell’occupazione in tutti gli stabilimenti del gruppo”, avevano denunciato i sindacati.

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