Con il nuovo smartphone Reno 10X Zoom l’azienda cinese Oppo sfida apertamente Huawei e lo zoom periscopico del P30 Pro. Dalla sua questo prodotto ha il comparto fotografico di fascia alta, le prestazioni, lo schermo e l’autonomia. Per contro, bisogna spendere più di quello che ci si aspetterebbe, per avere un prodotto che è comunque pesante, non impermeabile e senza presa jack per le cuffie.

In particolare, il prezzo è di 799 euro, che in assoluto è una cifra inferiore rispetto a quella richiesta per dispositivi come il P30 Pro di Huawei o il Galaxy S10+ di Samsung. Però è elevata per quella che è oggi la percezione del brand Oppo. Se da una parte si può obiettare la mancanza di una strategia più aggressiva in termini di prezzi, un po’ come ha fatto Xiaomi, dall’altra è un dato di fatto che le soluzioni tecniche integrate in questo smartphone sono notevoli.

 

Soprattutto per quel che riguarda il comparto fotografico, Oppo con questo prodotto dimostra di essere tecnicamente all’altezza dei brand più noti. Il successo di un prodotto però non è dato dalla scheda tecnica ma dal mercato: non resta che vedere come reagirà l’utenza consumer, davanti a uno smartphone che potrebbe essere la scelta migliore per chi è alla ricerca di un top di gamma e vuole differenziarsi dalla massa, con un particolare occhio al comparto fotografico.

Fotografia

Partiamo proprio dal comparto fotografico. Sulla parte posteriore sono integrati tre sensori: quello principale da 48 Megapixel con ottica da 26 mm e stabilizzazione ottica dell’immagine (che elimina il tremolio delle mani) e il sensore secondario, che è un grandangolare da 8 Megapixel con ottica da 16 mm. Il terzo sensore è un teleobiettivo da 13 Megapixel con ottica da 130 mm e stabilizzazione ottica dell’immagine. Grazie alla differente lunghezza focale, quest’ultimo abilita uno zoom ottico a 5X, già di per sé notevole in ambito smartphone (un prodotto come il Galaxy S10+ si ferma al 2X), esattamente come visto sul P30 Pro. La perdita di dettaglio fino a questo livello è praticamente nulla, in proporzione anche in notturna. Oppo Reno può però spingersi fino ai 10X grazie a un sistema ibrido, e poter giostrare tra questi due livelli di zoom fa davvero la differenza nell’uso quotidiano.

Durante i test abbiamo notato un minore livello di dettaglio rispetto al P30 Pro, a fronte di una stabilizzazione maggiore in fase di scatto, soprattutto quando ci si spinge totalmente in digitale. Da questo punto di vista, Oppo Reno può toccare i 60X, contro i 50X del P30 Pro. Però vale la stessa osservazione fatta per il modello Huawei: 60X è più una funzionalità per stupire in ambito marketing che uno strumento utile. A questo livello infatti la perdita di dettaglio è importante ed è difficile ottenere uno scatto che non sia mosso, a meno di non usare un treppiedi, perdendo il concetto di immediatezza che è un punto focale dei dispositivi mobili.

Nulla da eccepire invece sul sensore principale, che garantisce un livello di dettaglio elevato sia in diurna che in notturna, che si attiva automaticamente riconoscendo la scena. il sensore grandangolare da 8 Megapixel invece è decisamente divertente da usare, anche se soffre di più in notturna. Buono il comportamento della fotocamera anteriore a scomparsa da 16 Megapixel, che riesce a realizzare fotografie in modalità ritratto decisamente convincenti. I video possono essere registrati fino alla risoluzione 4K a 60 fotogrammi al secondo.

Design e schermo

La parte anteriore dello smartphone è interamente occupata dallo schermo, senza notch (la fascia nera nella parte alta che un tempo nascondeva la fotocamera frontale). La fotocamera anteriore è posizionata all’interno del bordo superiore. Il sensore compare grazie a un sistema meccanico, che fa fuoriuscire una sorta di “pinna di squalo” quando si vuole scattare. Questa soluzione non toglie immediatezza nello scatto, analogamente a quanto accade con il fratello minore Oppo Reno. Reste il dubbio sulla durata del tempo del meccanismo: Oppo dichiara 200.000 aperture garantite, per verificarle occorrerebbe una prova a lungo termine che non abbiamo la possibilità di fare. L’unica osservazione che possiamo fare con il tempo che abbiamo avuto a disposizione è che il meccanismo si riempie di polvere.

Il rivestimento esterno dello smartphone è in vetro, con una finitura opaca e satinata sulla parte posteriore che maschera bene le ditate e, soprattutto, rende salda la presa quando lo si maneggia. Non è certamente uno smartphone compatto, anche perché il display ha una diagonale di ben 6,6 pollici. Il peso di 210 grammi è decisamente importante e si sente tutto durante l’uso. Discorso analogo per lo spessore: 9.3 mm non sono pochi, ma permettono di mantenere il modulo fotografico a filo con lo chassis.

La qualità costruttiva è molto buona. Sulla parte posteriore, subito sotto alle tre fotocamere, c’è una piccola pallina in ceramica che serve per sollevare il pannello retrostante quando appoggiato su un piano, per evitare di graffiare le lenti dei sensori. L’unico aspetto che non ci ha convinto è il posizionamento del flash sul meccanismo a scomparsa: ogni volta che si scatta una fotografia in notturna bisogna attenderne l’apertura.

Lo schermo è un pannello AMOLED con risoluzione di 1.080 x 2.340, caratterizzato da un rapporto di forma in 19,5:9 e protetto da un vetro Gorilla Glass 6. La resa cromatica è in linea con la tecnologia, la visibilità all’aperto è buona così come gli angoli di visuale. In più, è un vero piacere poter utilizzare l’intera superficie offerta dai 6,6 pollici. Non manca la funzionalità Always-On, anche se non mostra le notifiche provenienti dalle app di terze parti.

Il sensore per le impronte digitali è integrato direttamente nel display attraverso l’ormai solita tecnologia a ultrasuoni, ed è una delle migliori implementazioni che abbiamo provato, perché è sempre efficace al primo colpo.

Prestazioni e software

La configurazione comprende il processore Snapdragon 855, 8 Gigabyte di memoria RAM e 256 Gigabyte di memoria interna (espandibile tramite micro-SD). La piattaforma hardware di Oppo Reno 10X Zoom ha dimostrato prestazioni e fluidità ai massimi livelli, dissipazione del calore convincente e prestazioni grafiche efficaci anche con i videogiochi più impegnativi.

Sul fronte software, la personalizzazione di Android 9 è ancora fortemente ancorata al mercato cinese, sia per stile grafico che per servizi offerti, molti dei quali funzionanti solo in Asia. Rispetto alla versione testata sul Find X ci sono stati dei miglioramenti, ma c’è ancora da lavorare.

L’audio è stereo e fuoriesce dall’altoparlante posizionato sul bordo inferiore in abbinata alla capsula auricolare: il volume è elevato così come la qualità. Completa la connettività: Bluetooth 5.0, Wi-Fi dual-band, USB-C, NFC per i pagamenti in mobilità. Rispetto al fratello minore Oppo Reno però, si perde la presa jack per le cuffie.

Per quanto riguarda l’autonomia, abbiamo lavorato per 26 ore lontano dalla presa elettrica con un uso intenso (misto tra LTE e Wi-Fi, due account mail sincronizzati, centinaia di notifiche dai social ed app di messaggistica istantanea, oltre 2 ore di telefonate). Considerate le dimensioni dello schermo è un buon risultato. Si aggiunge inoltre la ricarica rapida, che permette di passare da 0% a 70% in appena 30 minuti con il caricabatterie incluso in confezione.

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