Il governo si è diviso ma alla fine Radio Radicale ha ottenuto per quest’anno un nuovo contributo da 3 milioni di euro. I deputati M5s parlano di “una pioggia di soldi pubblici ingiustificata” a favore dell’emittente che trasmette le sedute del Parlamento e raccoglie nel suo archivio, tra il resto, le registrazioni di udienze di processi, riunioni del Csm e della Corte costituzionale. Nei mesi scorsi Vito Crimi, sottosegretario M5S con delega all’Editoria, aveva spiegato l’intenzione del Movimento di togliere i contributi statali – circa 14 milioni l’anno – sottolineando come il 25% dell’azionariato di Centro di Produzione Spa a cui fa capo la radio sia della Lillo spa di proprietà della famiglia Podini. Una holding basata a Gricignano d’Aversa attiva nel campo della grande distribuzione alimentare con i discount Md, che le fruttano un fatturato di oltre 2 miliardi di euro, e nell’information technology con Dedagroup.

Sul sito della radio ci sono tutti i dettagli: “sono soci della Centro di Produzione Spa l’Associazione politica Lista Marco Pannella (62,85%), la Dott.ssa Cecilia Maria Angioletti (6,00%), la Sequenza Spa del gruppo Podini (25%). La Centro di Produzione Spa detiene azioni proprie per il 6,15%”. Il consiglio di amministrazione è composto da Cecilia Maria Angioletti (Presidente e legale rappresentante), da Paolo Chiarelli (Amministratore Delegato) e dai consiglieri Maurizio Turco, Marco Podini, Maria Luisa Podini, Deborah Cianfanelli, Carlo Pontesilli e Giuseppe Rossodivita.

Marco Podini, figlio del fondatore del gruppo Patrizio e ad di Lillo, acquistò la quota il 27 marzo del 2000 aderendo all’appello pubblico di Marco Pannella pubblicato a pagamento sul Corriere della Sera in un altro momento di difficoltà della radio. Oggi Podini è anche presidente esecutivo di Dedagroup, che ha sede a Trento.

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