Uno studio avvenuto attraverso una simulazione al computer che ha portato gli scienziati a formulare l’ipotesi di una “doppia personalità” del sole. I fisici dell’Università del Colorado, Loren Matilsky e Juri Toomre, hanno scoperto che il campo magnetico esterno della stella madre del nostro sistema solare segue un ritmo diverso rispetto alla dinamo interna.

Dalla ricerca, presentata nel convegno della Società Astronomica Americana in corso a Saint Louis, negli Usa, emerge che il Sole – che i due ricercatori paragonano a “una pentola sferica di acqua bollente” – a volte mostra degli scostamenti dal suo normale comportamento, sotto forma di differenze fra il campo magnetico esterno e interno, come se avesse una sorta di alter ego.

La stella alterna infatti periodi di intensa attività, caratterizzati dalla comparsa delle caratteristiche macchie solari, a periodi di relativa quiete. E lo fa con regolarità, secondo cicli di circa 11 anni.
“Non sappiamo cosa regoli questo ciclo e perché, ad esempio, alcuni cicli siano più violenti di altri”, ha spiegato Matilsky. “Quello che possiamo fare è monitorare l’attività del Sole e provare a riprodurla in laboratorio attraverso supercomputer, nel tentativo di fare predizioni sul suo comportamento”. Secondo gli autori della ricerca, questa scoperta potrebbe aiutare a capire i meccanismi che regolano l’orologio interno del Sole.

In un altro studio – partito da un’osservazione avvenuta nel 2017 per analizzare un bagliore solare molto forte – il ricercatore David Kuridze aveva dimostrato che il campo magnetico del Sole è di 10 volte più forte di quanto si pensasse. Secondo quanto avevano affermato il ricercatore e i suoi colleghi, grazie allo studio potrebbero cambiare le modalità con le quali si studia il Sole e la comprensione dei processi della sua atmosfera e della corona solare.

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