di Massimo Arcangeli e Sandro Mariani

Korobeiniki (1861) è una canzone popolare russa che alla stragrande maggioranza delle persone dirà poco o nulla, anche se molti, almeno una volta nella vita, ne avranno ascoltato la sua più famosa versione. Il motivo è infatti il tema musicale, opera del compositore e sound designer giapponese Hirozaku Tanaka, che accompagna la discesa dei tetramini del Tetris, il gioco d’intelligenza che, proprio oggi, soffia gongolante sulla sua 35esima candelina. Il matrimonio fra Tetris con Korobeiniki è un po’ più recente. Sono “solo” 30 gli anni passati insieme dai due, e si partì quando la Nintendo decise di puntare sul gioco creato da Aleksej Leonidovič Pažitnov per il lancio del Game Boy (1989), che sarebbe sbarcato in Europa nel settembre del 1990 (oltre 35 milioni di copie vendute).

Tetris, con le sue “rotanti” e “precipitanti” figure geometriche colorate, è talmente conosciuto da essere stato proclamato, nel 2007, il secondo miglior videogioco di tutti i tempi, alle spalle di Super Mario Bros. A parlare sono anche i dati numerici, con le oltre 170 milioni di copie vendute (secondo videogioco più venduto al mondo dietro a Minecraft), e le infinite partite giocate in Rete su tutte le piattaforme immaginabili. A testimoniare l’eterna giovinezza del capostipite dei puzzle games è il fatto che, ancora oggi, ne nascano nuove versioni per esplorare territori ancora vergini.

Il nome Tetris è scaturito dalla fusione fra tetramino e tennis, lo sport preferito del suo ideatore; è una delle tante “parole macedonia” coniate in tempi recenti o recentissimi (da adultescente a gengle, il genitore single), testimoni di un mondo che, se da una parte continua a erigere muri, dall’altra contribuisce a farli crollare uno dietro l’altro. Pažitnov ha cominciato a ricavare lauti profitti dal suo gioco soltanto dopo una decina anni dall’uscita del titolo, e tra non poche difficoltà. La storia, intricata e al tempo stesso appassionante, ricalca il clima della Guerra Fredda, che ha visto fronteggiarsi il mondo occidentale e la Russia sovietica fino alla caduta di un muro storico: quello di Berlino.

Tutto sembra aver avuto inizio il 6 giugno 1984, per quanto qualcuno abbia provato a posticipare di un anno la nascita di Tetris, raccontata in un bel documentario del 2004 (Tetris From Russia With Love) prodotto dalla Bbc. Quel 6 giugno 1984 Pažitnov, allora 28enne, crea Tetris, elaborandolo su un computer Electronika 60 con l’aiuto di Dmitry Pavlovsky e Vadim Gerasimov, all’interno del Dorodnicyn Computing Centre dell’Accademia Russa delle Scienze. Il successo è immediato. I possessori di un pc, all’interno dei paesi del Patto di Varsavia, impazziscono per il videogioco. Perché Tetris riesca a varcare la cortina di ferro è ormai solo questione di tempo. Durante un viaggio di lavoro a Budapest l’imprenditore Robert Stein, presidente di Andromeda, una piccola software house inglese, lo scopre, se ne innamora e intuisce la valanga di sterline che può fruttare acquistandone i diritti. Era il 1986.

Stein riesce a impadronirsi dei diritti di Tetris per i soli personal computer, poi vendendoli all’inglese Mirrosoft e all’americana Spectrum Holobyte. La Mirrosoft li cederà a sua volta all’Atari per la commercializzazione del gioco in Giappone e la Spectrum Holobyte alla Bullet-Proof Software, che venderà infine la licenza alla Nintendo. Ne nascerà una lunga e complicatissima vicenda legale che vedrà anche l’intervento di Michail Gorbačëv in persona. Nel 1996 Pažitnov, che nel frattempo ha continuato a lavorare con scarsissimo successo all’ideazione di altri videogame, riesce ad acquisire la metà dei diritti di Tetris dando vita alla Tetris Company insieme a uno sviluppatore di giochi, l’olandese Henk Rogers, e iniziando così, dopo oltre un decennio dalla sua creazione, a monetizzare sui diritti di distribuzione del gioco. Nel 2005 il ricercatore russo conclude l’opera acquistando l’altra metà dei diritti ancora in mano alla Elektrorgtechnica (Elorg), un’azienda di Stato russa, privatizzata nel 1991, che possedeva allora il 50% della Tetris Company.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Realme 3 Pro è uno smartphone Android economico con più pregi che difetti

prev
Articolo Successivo

Microsoft finanzia 7 progetti per aiutare le persone disabili con la tecnologia

next