I tavoli di crisi sono fuori controllo, Di Maio arrogantemente ha tolto una persona che sapeva fare quel lavoro molto bene e ci ha messo un incapace, Giorgio Sorial del M5s, che non è stato eletto“. Così l’europarlamentare di Siamo Europei-Pd, Carlo Calenda, ospite di 24 Mattino (Radio24), risponde a una domanda di Oscar Giannino in merito alle chiusure di Mercatone Uno e Whirlpool.

L’ex ministro dello Sviluppo Economico spiega: “Non è che la colpa della decisione di Whirlpool è di Di Maio, ci mancherebbe. La colpa enorme di Di Maio è che lo viene a sapere dalla stampa. E’ una cosa inimmaginabile. La verità è che ai tavoli di crisi non ci sta più nessuno. E il ministro Di Maio non ci va, non si sa il perché. E’ stato sostituito un signore, Giampiero Castano, che non era certamente un uomo mio, lo trovai quando diventai ministro. Castano da 20 anni con grande perizia seguiva ai tavoli le crisi aziendali, monitorando il tutto”.

E aggiunge: “Il ministero dello Sviluppo Economico è stato occupato “manu militari” da persone che in vita loro non hanno mai fatto questo lavoro. Risultato? Si apprende del Mercato. ne Uno dopo che è andato in fallimento, cosa assurda perché si tratta di vigilanza commissariale e i commissari hanno un anno di vigilanza successiva. E la stessa cosa è successa per Whirlpool”.

Calenda sottolinea: “Nessuno dà a Di Maio responsabilità che non ha. Ma ne ha una gigantesca: non si siede ai tavoli di crisi. Nessuno segue più questi tavoli, lo ha detto anche Marco Bentivogli l’altro giorno. Di Maio nega? Veramente lui non ci va ai tavoli. Fa venire a Roma a spese loro quelli di Alcoa, che è gente tosta. E non li incontra. Ma come si permette? Perché pensa di potersi permettere una cosa del genere?”.