Chiede di “praticare attenzione e rispetto reciproco, nella libertà e nella legalità internazionale per avanzare nella strada del progresso con il dinamismo che contrassegna il mondo contemporaneo in cui viviamo” il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del concerto al Quirinale alla vigilia delle celebrazioni per la Festa della Repubblica. Dopo le recenti polemiche sulla gestione della Difesa da parte del ministro Elisabetta Trenta, con alcuni esponenti politici ed ex Capi di Stato Maggiore che hanno deciso di disertare le celebrazioni, il Capo dello Stato ha aggiunto che “i valori della civiltà” contrastano “in modo radicale” con l’idea “fomentare scontri, con la continua ricerca del nemico“, riprendendo così le parole di Trenta che ha voluto legare il 2 giugno al tema dell’inclusione

“Il 2 giugno è la Festa degli italiani, è il simbolo del ritrovamento della libertà e democrazia da parte del nostro popolo. E un appuntamento che rinsalda da parte dei cittadini la loro leale adesione e il loro sostegno all’ordinamento repubblicano, nella sua articolazione, allo stesso tempo unitaria e rispettosa delle proprie Autonomie, sociali e territoriali”, ha continuato Mattarella rivolgendosi al corpo diplomatico accreditato. Ha poi aggiunto che “soltanto la via della collaborazione e del dialogo permette di superare i contrasti e di promuovere il mutuo interesse nella comunità internazionale”. 

Il Capo dello Stato si è soffermato anche sulle recenti elezioni europee, ” un grande esercizio di democrazia“, spiegando poi che “libertà e democrazia non sono compatibili con chi alimenta i conflitti, con chi punta a creare opposizioni dissennate fra le identità, con chi fomenta scontri, con la continua ricerca di un nemico da individuare, con chi limita il pluralismo. I valori della civiltà e delle culture di ogni popolo -ha poi concluso – contrastano in modo radicale con quella deriva e fanno, invece, appello a salde fondamenta di umanità, per confidare nel progresso. Per quanto ci riguarda, in questo anno, cinquecentesimo dalla morte di Leonardo Da Vinci, avvertiamo in modo ancora più esigente questa prospettiva. Abbiamo bisogno di praticare attenzione e rispetto reciproco, nella libertà e nella legalità internazionale, per avanzare sulla strada del progresso, con il dinamismo che contrassegna il mondo contemporaneo in cui viviamo”.

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