Nel paese citato spesso come “modello dell’accoglienza”, il primo partito è quello di Salvini. Alle europee, infatti, la Lega ha raggiunto il 30,75% dei voti. Alle comunali, la lista civica di centrodestra “Riace rinasce” incassa il 41,89%. Il nuovo sindaco è Tonino Trifoli, un simpatizzante del ministro dell’Interno che, nella sua lista, ha candidato anche Claudio Falchi, il segretario locale della Lega.  Sono 462 invece i voti della lista di Trifoli contro i 320 della lista “Il cielo sopra Riace” guidata da Maria Spanò, l’ex assessore ed erede di Lucano. Quest’ultimo, dopo tre mandati consecutivi da sindaco, non poteva ripresentarsi e si è candidato a consigliere comunale risultando il più votato, anche se probabilmente non entrerà in Consiglio perché la terza lista, “Riace punto zero”, ha preso 321 voti. Solo un eventuale riconteggio delle preferenze potrebbe far scattare, oltre quello del candidato a sindaco, il secondo seggio alla lista di Lucano.

Resterebbe comunque il dato politico: a Riace ha vinto la Lega. “Ho votato Salvini perché mi è simpatico. – dice un signore in attesa dell’esito delle comunali – Per me meglio lui che un altro”. Secondo un ragazzo, invece, “la Lega ha vinto perché gli italiani si sono svegliati. Forse è stato bravo Salvini. Votare la sinistra non conviene”. Seduta su un muretto, invece, una donna non si da pace: “Riace forse di nascosto era già leghista. Non ho parole”.  È contento, invece, un signore anziano, conosciutissimo a Riace perché da tempo elettore della Lega. Dopo aver abbracciato il neo sindaco Trifoli, ha affermato entusiasta: “Sono nel mondo dell’iperuranio. È finita la dittatura a Riace”.

Il riferimento è a Mimmo Lucano che risponde alla provocazione con una battuta: “Forse facevano riferimento alla dittatura di solidarietà”. Durante tutta la compagna elettorale, il sindaco uscente non ha avuto la possibilità di entrare a Riace a parte per il comizio finale di venerdì scorso. È ancora, infatti, sottoposto al divieto di dimora per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per il quale è stato rinviato a giudizio nel processo “Xenia”. Proprio il coinvolgimento di Lucano nell’inchiesta della Procura di Locri è stato utilizzato dalla Lega per attaccare il modello Riace. Modello che, secondo il neo sindaco Trifoli “si è ucciso da solo per via delle vicende giudiziarie”. Dice che non diventerà leghista, ma la ricetta di Trifoli per rilanciare il peaesino dalla Locride passa per le preghiere che già rivolge al partito di Salvini: “La Lega adesso deve dimostrare di volere bene a Riace e fare arrivare molti finanziamenti”. Ma è una questione di soldi? “Anche”, risponde Trifoli prima di tirare dal cilindro delle proposte quella che secondo lui è la più importante: “Il mio primo atto da sindaco sarà quello di richiedere da subito le telecamere di videosorveglianza da istallare a Riace”.

Non ci dobbiamo autocommiserare – commenta Lucano poche ore dopo la sconfitta elettorale – Per quello che mi riguarda faccio anche gli auguri a chi si sta apprestando per governare questo piccolo comune che è diventato un’icona nel mondo. Avranno un’eredità importante da gestire”. Non mancano le critiche da parte di Lucano che parla di “onda nera” e di un “ritorno al passato”. “C’è un’aria irrespirabile – conclude – Se le posizione politiche sono quelle di sostenere la Lega io sarò completamente antitetico. Il processo legato all’accoglienza potrà ricominciare. Non perderò mai la speranza”

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