Memorie (comiche) di un poliziotto… raccontate da una moglie inconsapevole. Pallottole in libertà (titolo un po’ così, quando in originale fa En liberté), in uscita il 30 maggio in Italia è un bizzarro puzzle tra il comico e l’action poliziesco che porta con sé echi alla Taxxi di Besson/Pires o De l’autre coté du périph con Omar Sy. Pierre Salvadori e i co-sceneggiatori Benoit Graffin e Benjamin Charbit fanno iniziare il film con una sequenza d’azione e di eroismo che si ripeterà, sempre riveduta e corretta, continuamente nella trama con al centro le gesta plastiche del defunto poliziotto Jean Santi durante l’irruzione in un pericoloso covo dove si raffina droga.

Sequenza esilarante, coreografata tra il ricordo di uno scanzonato Belmondo e un immortale Arma letale, veniamo subito a sapere che il rapido succedersi di eventi mirabolanti sono il racconto che Yvonne, l’ex moglie di Santi, anch’essa poliziotta (la sempre bellissima Adele Haenel) fa alla figlioletta ogni notte prima di dormire come favola in ricordo di papà. Solo che Yvonne, proprio dopo l’inaugurazione nel porto di Marsiglia di una statua in bronzo del marito, che sa tanto di eroismo caricato di demenziale, scopre che l’amato non era l’intonso tutore dell’ordine che conosceva, anzi.

Santi era complice di una truffa assicurativa in una gioielleria ed aveva perfino fatto ingiustamente condannare ad otto anni di carcere l’innocente, e un po’ folle, Antoine. Sconsigliata dal collega innamorato di lei dall’infangare la memoria del marito, Yvonne deciderà allora di “riparare” il torto subito da Antoine provando a non farlo tornare in galera. Operazione complicata perché il ragazzo rimanendo in carcere senza motivo per anni ne è uscito violento, irruento e fuori di testa. Pallottole in libertà si guarda volentieri e si segue il sempre grazioso e grintoso musino della Haenel, qui in versione tragicomica, che già ci aveva colpito, e subito l’avevamo amata, dai tempi di Les combattants e ne La ragazza senza nome dei Dardenne. Piccola particina per la rediviva “Amelie”, Audrey Tautou.

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