Per abbattere le pile 10 e 11 del moncone est di ponte Morandi, le strutture strallate che incombono sulle case abbandonate dopo il crollo del 14 agosto, si utilizzerà l’esplosivo. L’operazione avverrà in un solo giorno, in un orario tra le 7 alle 21. Tra il 22 e il 24 giugno o, al più tardi, nel fine settimana successivo. Dopo settimane di incontri, prove e studi: la decisione è stata presa.

A confermare che la soluzione scelta è quella della dinamite è stato il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione del viadotto Polcevera Marco Bucci: “Vogliamo agire in un giorno festivo (tra il 22 e il 24 giugno c’è la festività del santo patrono, nda) per evitare di danneggiare i negozi – spiega – che dovranno restare chiusi, per quanto riguarda le evacuazioni necessarie per ragioni di sicurezza dovrebbero riguardare un raggio tra i 300 e i 600 metri dal luogo dell’esplosione” e interessare un migliaio di persone

Il piano di gestione della popolazione non è ancora stato ultimato. “Sarà pronto entro i primi giorni della prossima settimana – assicura Bucci – e quando avremo tutti i dettagli organizzeremo un’assemblea pubblica in Valpolcevera per spiegare quello che accadrà”. L’auspicio della struttura commissariale è di poter evitare che i cittadini residenti nell’area più vicina al ponte debbano trascorrere la notte lontano da casa. “Naturalmente offriremo loro il pranzo e la cena”, dice Bucci. Mercoledì in prefettura tornerà a riunirsi la commissione esplosivi con struttura commissariale, aziende che svolgono i lavori di demolizione, forze dell’ordine, Protezione civile, tecnici di Asl e Arpal.

Non sono attese sorprese dell’ultima ora, come era avvenuto nel caso della demolizione della pila 8, sul versante ovest, per cui si era poi deciso di procedere con uno smontaggio meccanico a causa della presenza di amianto. Questa volta, la comparazione dei rischi legati alle fibre di amianto naturale, comunque in percentuali minime, e quelli legati al lavoro sul ponte, tra 40 e 90 metri di altezza, ha fatto propendere per l’esplosivo. 

Sulle tecniche utilizzate per contenere la dispersione delle polveri, compreso l’amianto, Bucci annuncia che “per consentire il rientro nella zona interessata dalla demolizione terremo conto di tempi raddoppiati rispetto a quelli calcolati secondo la prassi per l’abbattimento delle polveri, come massima cautela”. E aggiunge: “Sarò io il primo a entrare nell’area”. L’esplosione, curata dall’azienda di Parma Siag, avverrà in un paio di minuti.

“Vogliamo diffondere pubblicamente il piano tecnico di gestione delle polveri – conclude Bucci – così i cittadini potranno capire che l’intervento avverrà in sicurezza”. Intanto continuano i lavori: a ovest dopo la pila 8 sono state smontate e portate a terra anche le pile 4 e 5 mentre sia a Ovest che a est sono in corso le operazioni propedeutiche per montare i primi cinque piloni del nuovo viadotto.

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