Non far cadere il governo o, per ora, non chiedere nuove poltrone, ma far pesare la vittoria delle Europee sui dossier bloccati. Questo è il piano della Lega il giorno dopo il risultato del 34 per cento che ribalta gli equilibri dentro l’esecutivo. Matteo Salvini, intervenendo in mattinata in conferenza stampa, come prima cosa ha dato garanzie agli alleati: “Ho sentito il presidente del Consiglio. Ribadisco che la lealtà della Lega al contratto e al governo non è mai stata in discussione”, ha ripetuto rievocando quanto già detto nel cuore della notte a urne chiuse. Ma ha anche parlato di due dei temi chiave del Carroccio: “Si va avanti, questo gli italiani ci chiedono, abbiamo già il cronoprogramma”, ha continuato citando “l’autonomia, che ha un testo base pronto e che è un tema che unisce” e le “grandi opere”. “Questo voto italiano e francese permetterà all’Europa di investire ancora più soldi sui grandi opere, come la Tav e altre infrastrutture stradali, portuali e aeroportuali. E’ un mandato chiaro: andate e fate”.


Del resto prima dilui avevano usato le stesse parole altri esponenti del Carroccio. “Questi no adesso devono diventare sì. Per esempio la Tav”, ha detto il sottosegretario del Mef Massimo Garavaglia a Radio24. “Ci veniva detto di no su cose per noi logiche: la riduzione ulteriore dell’Ires al 20 per cento, la riduzione dell’Imu sui capannoni e la stabilizzazione delle riduzioni del premio Inail per farlo diventare eterno”. Stessa posizione anche per il presidente della commissione Bilancio alla Camera Claudio Borghi: “L’opera va rivista, la rivedremo, ma mi pare ci sia l’intenzione, penso che alla fine la considerazione sia che si deve fare”.

Ha parlato invece di Autonomia il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana: “In Veneto abbiamo preso il 50%. L’autonomia non è più rinviabile. C’è scritto nel contratto di governo. Mi sembra che, purtroppo, nelle ultime settimane e negli ultimi mesi ci siano stati un po’ troppi intoppi, forse qualcuno anche un po’ strumentale. Non funziona, nel senso che noi dobbiamo avere l’autonomia in fretta per il Veneto”. E ha aggiunto: “Il nostro ministro Erika Stefani (con delega agli Affari regionali, ndr) è in gamba e ha fatto tutto quello che doveva fare. È il momento di risolvere se ci sono dei piccoli intoppi. È una cosa che con il voto si segnala in maniera forte”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Europee 2019, la lezione di Salvini a chi si aggrappa a striscioni e a finti Zorro

prev
Articolo Successivo

Europee: ascesa record dei Verdi dalla Germania all’Irlanda, mentre in Italia restano lontani dalla soglia del 4%

next