Processo all’Europa al Quartiere Alessandrino, oltre Centocelle, periferia di Roma molto periferia, un viaggio sulla Casilina all’imbrunire. Al Teatro San Giustino, va in scena la ‘versione spettacolo’ d’una formula già sperimentata in molte scuole italiane: una ‘commedia processo’ messa in scena con tutti i crismi da attori professionisti. L’imputata Europa è chiamata a rispondere del suo operato e difendersi dalle accuse: carenza di democrazia, inefficienza, eccesso di rigore economico, più solidarietà con le banche che con la gente, disattenzione sull’emergenza emigrazione, che non è una emergenza, ma vaglielo a spiegare a quelli che la vivono come se lo fosse, etc etc.

I testimoni dell’accusa hanno la grinta degli arrabbiati, che, magari, se la prendono con la persona, o l’Istituzione, sbagliata e le sparano grosse. Quelli della difesa sono perfettini, dicono le cose giuste, ma lasciano un po’ freddi: le loro deposizioni danno un’impressione di ‘tutto qui?’, piuttosto che ‘caspita!, quante cose abbiamo fatto’.

Il pubblico ha il ruolo della giuria popolare e, alla fine, esprime con un voto il verdetto finale. L’Europa è colpevole o innocente? La sentenza la manda assolta e libera, ma un terzo dei presenti votano colpevole; e sono tanti, essendo questo un evento europeista, con un pubblico di europeisti.

Sarà l’efficacia dei testi, o la bravura degli attori, o che l’autodifesa dell’Europa è una tiritera un po’ retorica, anche se non vorrebbe esserlo, alla fine l’Unione ne esce senza macchia, ma non proprio ‘pulita’. L’impressione è che l’alone di colpevolezza creatole intorno da una retorica negativa non si cancelli del tutto con discorsi ‘politicamente corretti’, ma vada contrastata con maggiore energia.

Il format di simulazione ludico-creativo del Processo all’Europa, ideato dal Movimento europeo Italia, è già stato portato con successo in licei ed Atenei. A teatro, fa più spettacolo: c’è un copione di Marco Ferri; e l’allestimento è della Compagnia ‘Signori, chi è di scena?’. In vista del voto, ci sono state rappresentazioni a Bologna, Lecce e Roma.

L’obiettivo di ‘Europa a teatro’, progetto co-finanziato dal Parlamento europeo, dentro la campagna #stavoltavoto.eu, è di incoraggiare una partecipazione consapevole dei cittadini italiani alle elezioni di domenica prossima per il rinnovo dell’Assemblea comunitaria. Si tratta d’incrementare il livello di conoscenza, interesse e fiducia nei confronti del Parlamento europeo e della sua missione e, più in generale delle Istituzioni europee.

Uno su tre boccia l’Europa. Fosse domenica sera, sarebbe un successo, rispetto a sondaggi e attese di sovranisti ed euro-scettici. L’altra sera, al San Giustino, era uno smacco.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Europee, il vero voto utile è non votare Pd. Ed è l’ultima chiamata prima del buio assoluto

next
Articolo Successivo

Francia, due giornali rifiutano intervista con Macron: “Turba l’equilibrio della campagna. E l’Eliseo voleva rileggerla”

next