Uno vuole il decreto Sicurezza bis. L’altro spinge per misure a favore della famiglia. Il primo attacca il procuratore di Agrigento per la vicenda Sea Watch, l’altro lo invita a evitare gli scontri con la magistratura. Se lunedì si ritroveranno come annunciato seduti allo stesso tavolo per il consiglio dei ministri, tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono attese scintille. In attesa di capire se, data la tensione crescente, il cdm si terrà o meno il capo politico del M5s mette altra carne sul fuoco: “Sull’eventuale futura condanna del viceministro Rixi, sotto inchiesta per spese pazze, se arriva una condanna è chiaro che il M5s, come sempre ha fatto per altri chiederà la rimozione del viceministro”, ha annunciato il vicepremier a Che tempo che fa su RaiUno. “Le tensioni che avete visto salire nel Governo sono legate ad un tema, quello delle inchieste sulla corruzione“, ha detto Di Maio. Il riferimento neanche tanto implicito è al caso di Armando Siri, il sottosegretario leghista del ministero dei Trasporti indagato per una tangente da 30mila euro e per questo estromesso dal governo per decisione del premier Giuseppe Conte.

“Domani credo inizi l’esame” del decreto Sicurezza bis “al cdm, dove io porterò un altro decreto, che assegna un miliardo alle famiglie che fanno figli, da domani inizia l’iter”, ha detto Di Maio. Aggiungendo una frecciata al collega vicepremier: “Se si è fatto un decreto Sicurezza bis, vuol dire che nel precedente qualcuno si era dimenticato qualcosa, i rimpatri“. Una virata verso sinistra intrapresa nelle ultime settimane allo scopo di recuperare voti in vista delle europee del 26 maggio che Di Maio non sembra intenzionato a interrompere. “La Chiesa Valdese stamattina ha lanciato una disponibilità, lavoriamo nel senso della redistribuzione” e “non scontriamoci con la magistratura, tutte queste tensioni non fanno bene al Paese”, ha risposto in diretta a Salvini che a Non è l’arena su La7 annunciava di voler “denunciare per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina chiunque sia disponibile a far sbarcare immigrati irregolari” dalla Sea Watch.

Di Maio è tornato, inoltre, sulla vicenda del pullman dirottato a San Donato, nel milanese, il 21 marzo: A Rami e Adam, i due bambini che chiamando le forze dell’ordine impedendo che si consumasse una tragedia, “è stata promessa la cittadinanza e la devono avere”, ha detto Di Maio. “E’ una questione che riguarda il Ministero dell’interno, e non voglio intromettermi in questioni di altri ministeri ma se il ministero è troppo impegnato, investiremo il Presidente del Consiglio di dare la cittadinanza a questi ragazzi, che non solo la meritano ma è una promessa e una promessa va mantenuta”.

Capitolo alleanze per le europee: “Sono preoccupato delle alleanze che stanno nascendo con questi sovranisti, perché fanno i sovranisti con le frontiere dell’Italia e con le casse e i fondi europei”, ha detto il vicepremier in riferimento alla manifestazione di sabato in piazza Duomo, a Milano. “I sovranisti sono forze politiche che pensano all’interesse del loro paese e basta. Noi abbiamo bisogno in questo momento di un’Ue che ci dia una mano su vari fronti”, ha aggiunto: invece “con quelle persone lì non si può creare un’Europa della solidarietà, ma si creerà di un’Europa di persone che penseranno al loro paese e abbandoneranno l’Italia sia sui conti che sull’immigrazione”.

A proposito di piazza Duomo, Di Maio non ha risparmiato all’alleato una frecciatina sugli striscioni fatti rimuovere: “Io dico sempre, chi viene nelle mie piazze, quando faccio dei comizi e vuole protestare gli do anche il microfono. Secondo me si alimentano solo tensioni se togli gli striscioni o censuri qualcuno”, ha detto il ministro del Lavoro interpellato sul manifesto con la scritta “Restiamo umani” che è stato fatto togliere da un balcone durante la manifestazione.