Matteo Salvini interviene sul caso dell’insegnante sospesa per 15 giorni, a Palermo, dopo che i suoi alunni hanno accostato in diverse slide (diffuse online da Pietro Grasso) le leggi razziali al decreto sicurezza. Le parole del ministro dell’Interno potrebbero essere quelle che chiudono definitivamente il caso che si era già trasformato in un nuovo scontro, l’ennesimo, tra i due partner di governo, Lega e Movimento 5 Stelle, dopo che i pentastellati avevano fatto sapere di aver depositato un’interrogazione parlamentare per verificare un’eventuale censura. “Giovedì prossimo sarò a Palermo a testimoniare la lotta alla mafia e per onorare la memoria del giudice Falcone e dei caduti della strage di Capaci – ha dichiarato il vicepremier del Carroccio – Sono sicuro, e ne sarei felice, che ci sarà anche modo di incontrare la professoressa Rosa Maria Dell’Aria, che mi auguro possa tornare quanto prima al suo lavoro a scuola, e gli studenti di quell’istituto per spiegare cosa sto facendo per la sicurezza del mio Paese e la distanza abissale tra le mie idee e progetti e le leggi razziali del periodo fascista“.

La giornata non era iniziata, però, nel migliore dei modi tra le due formazioni che siedono sui banchi dell’esecutivo: “Piacciono solo i cittadini indottrinati? Obbedienti e quindi incapaci di costruire un mondo migliore di quello che ereditano, di spingersi oltre i diritti già conquistati? Noi lavoriamo affinché gli studenti abbiano un pensiero critico, sviluppino ragionamenti indipendenti e imparino a pensare con la propria testa. E il Ministero della Lega cosa fa? Li censura“, avevano dichiarato i pentastellati. Intanto la docente, Rosa Maria Dell’Ariasi difende spiegando al Tg regionale della Rai: “Non avevo visionato quella parte del power point. La slide è stata inserita all’ultimo momento perché non si voleva entrare in polemica con nessuno né c’era un orientamento politico”.

“Modificare il libero convincimento degli alunni? Va fatto se è offensivo, denigratorio e osceno. Ma se si tratta di un’opinione sui fatti che accadono, non va represso”, ha continuato la donna. “La mia vita non è altro dalla scuola”. Per quanto riguarda il fatto che l’ispezione nei suoi confronti è scattata dopo che un attivista di destra ha segnalato via twitter il caso al ministro all’Istruzione Marco Bussetti, l’insegnante ha commentato, parlando a Repubblica: “Dico sempre ai ragazzi di non fidarsi di quanto pubblicato sui social ma di dare spazio alla lettura dei giornali perché spesso le notizie sono falsate, non attendibili”.

“Modificare il libero convincimento dei ragazzi? Va fatto se è offensivo”
La Dell’Aria si è difesa ai microfoni del telegiornale regionale della Rai: “Non avevo visionato la parte del power point. La slide è stata inserita all’ultimo momento perché non si voleva entrare in polemica con nessuno. Il video risulta da un’elaborazione di letture fatte durante il periodo estivo“. Aggiungendo: “Si era parlato di diritti umani. E sembrerebbe che alcuni punti del decreto sicurezza potrebbero essere lesivi di questi diritti sanciti dalla Costituzione“. L’insegnante ha spiegato le modalità del suo lavoro: “Modificare il libero convincimento dei ragazzi? Va fatto se è offensivo, denigratorio, osceno. Ma se si tratta di un’opinione sui fatti che accadono, questo non va represso. Sono emerse diverse opinioni ma nessuno è stato represso”. “La finalità del mio lavoro è che i ragazzi si formino un pensiero critico”, conclude l’insegnante.

“Dico sempre ai ragazzi di non fidarsi di quanto pubblicato sui social”
La donna ha espresso tutta la sua amarezza: “Mi sento molto amareggiata. La mia vita” – oltre ovviamente agli affetti familiari – “non è altro dalla scuola: questa è la ferita più grande di questo provvedimento”, continua l’insegnante. “Allontanarmi dalla scuola è in qualche modo dire che il mio lavoro è stato fatto male, che doveva essere orientato in un altro modo. E ciò mi ferisce non perché non accetto la correzione quando la merito ma perché credo di non meritarla“, conclude. Repubblica le ha chiesto poi di commentare il fatto che la notizia sarebbe stata lanciata da un attivista di destra attraverso un tweet indirizzato al ministro all’Istruzione Marco Bussetti in cui era scritto: “”Salvini-Conte-Di Maio? Come il reich di Hitler, peggio dei nazisti. Succede all’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo, dove una prof per la Giornata della memoria ha obbligato dei quattordicenni a dire che Salvini è come Hitler perché stermina i migranti. Al Miur hanno qualcosa da dire?”. E l’insegnante ha commentato: “Dico sempre ai ragazzi di non fidarsi di quanto pubblicato sui social ma di dare spazio alla lettura dei giornali perché spesso le notizie sono falsate, non attendibili”.

Segre e Cattaneo invitano prof e alunni in Senato: “Vicenda preoccupante”
Le due senatrici a vita, Liliana Segre ed Elena Cattaneo, hanno deciso di invitare l’insegnante e gli alunni in Senato perché colpite, scrivono in una dichiarazione congiunta, dalla sospensione di 15 giorni: “Siamo preoccupate per la vicenda della sospensione di 15 giorni dell’insegnante di Palermo per ‘omessa vigilanza’ sul lavoro dei suoi giovani alunni che, per la Giornata della Memoria, hanno fatto un raffronto tra le leggi razziali e la nuova disciplina in tema di diritto d’asilo introdotto dal cosiddetto decreto sicurezza”.

La sopravvissuta all’Olocausto e la scienziata aggiungono poi che “sono del tutto incomprensibili le ragioni che, stando alle notizie di oggi, vedono gli organi di polizia entrare nella scuola per ‘ricostruire l’accaduto’. Alla ferita democratica inferta da una articolazione dello stato deputata all’ordine pubblico che entra in una scuola per interessarsi di un lavoro didattico frutto della libera elaborazione di alcuni studenti nell’ambito delle attività per il Giorno della Memoria vorremmo rispondere con l’invito che rivolgiamo alla professoressa e ai suoi alunni presso il Senato per accoglierli nel cuore dell’istituzione repubblicana che sulla Costituzione e i suoi valori trova il suo fondamento”.

“Insieme -concludono- saremo felici di riflettere del valore della memoria e della sua attualizzazione che, pur nella semplificazione che può esservi stata, autonomamente e meritoriamente i ragazzi hanno fatto”.

Grasso: “Forse è proprio l’intelligenza a spaventare Salvini e i suoi!”
Intanto l’ex presidente del Senato Pietro Grasso ha pubblicato su Facebook il video degli studenti specificando: “Mi sembra che gli studenti abbiano ben compreso il significato più profondo della Giornata della memoria: non un rito stanco ma un pungolo per il presente”. E concludendo: “Forse è proprio l’intelligenza a spaventare Salvini e i suoi!”. Nelle slide vengono accostati alcuni eventi del passato ed altri del presente. In particolare, in una viene presentata l’introduzione delle leggi razziali affiancata al decreto di sicurezza. In un’altra invece, la conferenza di Evian (per decidere quote dei rifugiati ebrei in fuga dal nazismo) viene accostata al vertice tra i ministri dell’Interno dell’Unione Europea ad Innsbruck. Tra gli altri, sono stati accostati anche il rastrellamento del ghetto di Roma e lo sgombero del CARA di Castelnuovo di Porto. Infine, in un’altra slide sono presentati il censimento degli ebrei e quello dei rom annunciato da Matteo Salvini. Il video postato dall’ex magistrato contiene anche una riflessione finale: “Ma allora cosa significa celebrare un Giorno della Memoria? Significa impegnarsi per protestare contro quello che accade oggi, e non lasciarsi manipolare da una politica nazionalista e xenofoba che rischia di ripetere gli errori di allora”.

“La professoressa non è potuta intervenire e dire che forse non era opportuno questo tipo di paragone”
Il segretario del Partito Democratico,Nicola Zingaretti, ha detto la sua su Facebook: “In Italia Casapound deve essere libera di dire e fare quello che vuole. Mentre un’insegnante deve essere sospesa per le opinioni di un suo studente che critica Salvini e le leggi varate dal Governo Lega-5Stelle. Ma siamo pazzi?”. Poi il governatore della regione Lazio lancia il suo appello: “Questa insegnante deve tornare subito al suo lavoro”.

Il vicepreside dell’istituto tecnico industriale Vittorio Emanuele III di Palermo, intervistato da Repubblica, ha invece spiegato: “I ragazzi hanno trovato su Internet delle comparazioni tra i due periodi e le hanno mostrate.” L’insegnante ha concluso: “Forse è sfuggito di mano in quel minuto. Non era un intervento fatto in classe che poteva correggere. La professoressa non è potuta intervenire e dire che forse non era opportuno questo tipo di paragone“. Nel pomeriggio di venerdì 17 maggio, alle 16, è in programma un presidio davanti la sede della Prefettura per chiedere la revoca del provvedimento disciplinare. Gli studenti punteranno in particolare il dito contro “le continue intimidazioni a studenti e professori inflitte dal Governo Salvini”. Intanto l’Unione sindacale di Base ha lanciato una petizione in solidarietà alla professoressa dell’Aria che ha raccolto in meno di 24 ore oltre 25.000 firme. Firme che saranno consegnate simbolicamente al prefetto di Palermo.

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