Circa 40 migranti sono stati soccorsi, al largo delle coste della Libia, da una nave della Marina militare italiana. Secondo il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il salvataggio è avvenuto questa mattina all’interno della zona di ricerca e soccorso (Sar) libica. “Io porti non ne do – ha commentato il vicepremier leghista – Perché in acque libiche? Peraltro pattugliate dalla guardia costiera libica che ieri in pieno ramadan ha soccorso salvato e portato indietro più di 200 immigrati”. Il dato fa riferimento ai 214 migranti soccorsi e riportati oggi nel Paese dai libici, ed è stato confermato dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Salvini ha poi rilanciato: “O si lavora tutti nella stessa direzione o non può esserci un ministro dell’interno che chiude i porti e qualcun altro che raccoglie i migranti. Bisogna chiarire alcune vicende all’interno del Governo”. La Marina militare italiana fa capo al ministero della Difesa di Elisabetta Trenta.

Solo mercoledì, Alarm Phone e la Ong Mediterranea Saving Humans, avevano segnalato un barcone in avaria e a rischio affondamento al largo della Libia, con a bordo 150 migranti. Entrambi gli eventi avvengono a pochi giorni dall’allarme lanciato da Unicef e Unhcr, che hanno rilevato come nel 2019 una persona su tre sia morta cercando di attraversare il Mediterraneo partendo dalla Libia. Nei primi tre mesi dell’anno, si contano 365 vittime, oltre il 60% del numero totale registrato in tutto il 2018. Allarmanti anche le cifre sul numero di bambini che tentano la traversata: 3.800 hanno raggiunto le coste europee nel primo trimestre. Se gli arrivi totali di migranti sulle coste europee, 16mila, segnano una lieve diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2018, il tasso di mortalità è aumentato bruscamente.

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