Per il momento Attilio Fontana è parte offesa ma la sua posizione potrebbe anche cambiare. Lo ha detto il procuratore capo di Milano, Francesco Greco, durante la conferenza stampa sulle 43 misure cautelari che hanno fatto tremare la Lombardia. Il governatore non è stato ancora interrogato. “Aspettavamo che venissero eseguire le misure cautelari ma sarà sentito prossimamente”, ha detto il capo dell’ufficio inquirente milanese. Ma in che veste sarà sentito? Da persona informata sui fatti, cioè testimone con l’obbligo di dire la verità? “Non lo sappiamo ancora”, ha detto Greco. “Sull’episodio contestato nell’ordinanza – ha aggiunto – il governatore Fontana è parte offesa. È in corso di valutazione la posizione del governatore sull’episodio relativo all’incarico ottenuto in Regione dal suo socio di studio, Luca Marsico“. Il riferimento è per l’incarico all’interno del Nucleo di valutazione degli investimenti della Regione Lombardia, ottenuto da Marsico. “Quest’altro episodio – ha detto Greco – è emerso da indagini recenti”.

Il legame con Caianello – Al tentativo di corruzione non andato a buon fine di Fontana è dedicato un’intero capitolo dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Raffaella Mascarino. Nel marzo del 2018, infatti, subito dopo l’elezione di leghista a governatore, gli investigatori intercettano alcune conversazioni di Gioacchino Caianiello, il ras di Forza Italia finito in carcere stamattina. Tra i reati contestati a Caianiello c’è anche anche quello di istigazione alla corruzione commesso proprio nei confronti del governatore Fontana. I due – come ha detto Greco – hanno un legame di “lunga data“.  Fontana era sindaco di Varese, provincia dove Caianiello era coordinatore di Forza Italia. L’episodio riportato nelle carte vede il presidente come “parte offesa“: il tentativo di corruzione, infatti, non è andato a buon fine.

“Fontana e il ricollocamento Marsico” – Tutto nasce dalla mancata rielezione in consiglio regionale di Luca Marsico, ex esponente di Forza Italia, avvocato e socio di studio dello stesso Fontana. Gli inquirenti ricostruiscono che “una delle cause della mancata rielezione è riconducibile al boicottaggio della sua campagna elettorale da parte di Caianiello, il quale ha deciso di puntare sul deciso sostegno elettorale al candidato Angelo Palumbo“. Insomma: il ras di Forza Italia in provincia di Varese ha contribuito a far “trombare” il socio di studio del neogovernatore. “La mancata rielezione di Marsico – scrive il giudice – fa sin da subito registrare la volontà del presidente Fontana di trovare il modo di ricollocare professionalmente il suo socio di studio e, a tal fine, lo stesso intrattiene una serie di incontri con Caianello”. È a quel punto Caianello si attiva per realizzare quella che gli investigatori definiscono “una complessa operazione corruttiva, consistente, in particolare, nello scambio tra la nomina dell’attuale direttore generale di Afol Metropolitana Milano, Zingale Giuseppe, alla direzione generale Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, (per effetto dell’intercessione diretta di Fontana) e l’affidamento di incarichi onerosi da parte Afol in favore dell’avvocato Marsico”. In pratica Caianiello propone a Fontana di far affidare a Marsico alcune consulenze dall’Afol. In cambio il presidente avrebbe dovuto nominare l’attuale dg di Afol al vertice della Formazione della Regione Lombardia

Le intercettazioni: “Tu questa cosa non la puoi fare” – A raccontare il contenuto degli incontri con Fontana è lo stesso Caianiello: “Allora da Attilio, Attilio parte e mi dice: Sai Nino io..tu sai che io alla fine soldi..in soldoni proprio io ho due problemi, Luca e Mentasti. Ma la cosa preoccupante è che i problemi la Regione Lombardia non sono Mentasti, è Luca Marsico! Mi dice: ‘Sai Nino lui…mi dice che non ce la fa”. Io ho detto: “Scusa Attilio, adesso va bene tutto, il fratello gli ho..prende 2.600 euro netti al mese in Trenord, portando in giro i volantini della pubblicità. Lui adesso dire che non ce la fa..è vero che i so..”. A quel punto Caianiello fa la sua proposta al governatore: “Guarda…allora, per Luca io continuo a dirti ti faccio la proposta.…ti propongo di prendere Zingale come direttore generale alla formazione, lui è all’Afol, attraverso l’Afol che è l’azienda di formazione di città metropolitana…ti facciamo avere gli incarichi! Il meccanismo è quello che quello va lì e gli da le consulenze…”. Palumbo, il consigliere eletto, fa notare a Caianiello che Marsico ha un altro problema: per due anni non potrà ricoprire incarichi di governance in aziende partecipate dalla Regione Lombardia essendo un consigliere regionale uscente: “Il problema dei due anni che tu per due anni non puoi assumere incarichi di governance nelle aziende dove c’è la partecipazione della nuova Regione”. A sentire Caianiello, addirittura, sarebbe stato lui stesso ad “aver avvisato Fontana del pericolo di una sua esposizione in prima persona in relazione alla risoluzione del problema di Marsico (chiaramente alludendo alla inopportunità di nomine in favore di Marsico direttamente riconducibili al Presidente Fontana)”.“Io gli ho fatto: guarda tu questa cosa non devi fare, perchè domani mattina quando esce una cosa del genere la collegano a te, tu devi capire che sei nell’occhio del ciclone! Sei il Presidente della Regione Lombardia”.

Greco: “Nuovo episodio emerso da indagini recenti” – In ogni caso, Fontana respinge la proposta di Caianello ma non la denuncia: il governatore “dopo un’iniziale apertura sul punto preferirà successivamente percorrere una diversa strada, non accogliendo la proposta corruttiva avanzatagli da Caianiello”. Quella “diversa strada” è il motivo per cui la posizione di Fontana continua ad essere attenzionata dagli investigatori. Per l’incarico affidato successivamente in Regione a Marsico. “Quest’altro episodio – ha detto Greco – è emerso da indagini recenti”.

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