Dopo Socrate, Giorgio La Pira, Paolo Veronese, Tina Anselmi, Francesco Borromini, Don Lorenzo Milani, Piero Calamandrei, Hannah Arendt e Papa Francesco, termina con Danilo Dolci la galleria dei personaggi scomodi presentati da Tomaso Montanari nel suo programma “Eretici”, realizzato da Loft Produzioni in esclusiva per la piattaforma Loft (www.iloft.it e app Loft), da un’idea di Alessandro Garramone e Annalisa Reggi con la collaborazione di Matteo Billi, Nanni Delbecchi e Simone Rota. In una famosa lettera apostolica, il cardinale arcivescovo di Palermo Ernesto Ruffini individua tre nemici della Sicilia: coloro che la dipingono come mafiosa, “Il Gattopardo”, il libro di Giuseppe Tomasi da Lampedusa e Danilo Dolci. Perché Ruffini ce l’ha tanto con Dolci? Perché questo sociologo, poeta, educatore e attivista triestino che si era trasferito in Sicilia era stato al centro di un clamoroso processo in cui lo si accusava di gravi reati: resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, istigazione a disobbedire alle leggi e invasione di terreni. Che cosa era successo? Dolci, arrivato in Sicilia aveva solidarizzato con i pescatori di Partinico, un paese tra Palermo e Trapani: essi erano costretti a morire di fame perché la legge che avrebbe dovuto impedire ai motopescherecci di venire davanti alle loro coste a pescare, veniva sistematicamente violata. Danilo Dolci parla con loro e organizza un digiuno pubblico sulla spiaggia. La polizia li disperde: non possono digiunare in pubblico. “Ecco l’eresia di Dolci che attraverso la non-violenza riesce a imporre al dibattito pubblico i temi dei poveri, degli ultimi, ribaltando la gerarchia”, spiega Montanari. Se non si può digiunare in pubblico, i pescatori di Partinico con le mogli e i bambini, insieme a Dolci, decidono allora di fare un lavoro di pubblica utilità. Siccome il lavoro non c’è, dato che non è permesso loro di lavorare, faranno uno sciopero al contrario: lavoreranno gratuitamente, ripristinando una strada che, a causa dell’incuria comunale, non si poteva più percorrere. Anche in questo caso arriva la polizia e li arresta. Danilo Dolci, insieme da altri, si trova così a processo, un processo – siamo nel 1956 – seguito in tutta Europa che porta a schierarsi con Dolci personalità straordinarie tra cui Giorgio La Pira, Renato Guttuso, Bruno Zevi, Alberto Moravia, Norberto Bobbio, Cesare Zavattini, Ignazio Silone, Aldo Capitini, Paolo Sylos Labini e fuori dall’Italia Erich Fromm, Bertrand Russell, Jean Piaget, Jean Paul Sartre. Tutta l’Europa colta di allora prende posizione a favore delle battaglie di Danilo Dolci. A sorpresa, nel collegio di difesa compare un avvocato civilista di enorme prestigio morale, uno dei padri costituenti, Piero Calamandrei. Secondo il giurista, il processo rappresenta la negazione dei valori costituzionali da poco promulgati. Dolci può aver violato delle leggi, ma quelle leggi sono sbagliate e ingiuste e l’ordine nuovo della Costituzione dovrebbe obbligare a riformare il codice penale fascista e dovrebbe obbligare i giudici a ragionare non secondo la legalità vecchia, ma secondo quella ispirata dalla Carta costituzionale. Calamandrei rievoca l’episodio che scatena in Danilo dolci la sete di giustizia: l’aver visto, con i propri occhi, il figlio di una coppia di pescatori, morire di fame. Decide così di digiunare anch’egli finché le autorità non fossero intervenute. Siamo all’inizio di una vicenda che vedrà il digiuno come arma politica.

“Eretici” (10 episodi X 16 minuti) è un programma originale realizzato da Loft Produzioni in esclusiva per la piattaforma Loft (www.iloft.it e app Loft). Dopo Socrate, Giorgio La Pira,  Paolo Veronese, Tina Anselmi, Francesco BorrominiDon Milani, Piero Calamandrei e Hannah Arendt e Papa Francesco Montanari ci ha raccontato l’eresia di Danilo Dolci.

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