La questura di Milano ha cambiato il percorso del corteo antifascista organizzato a Milano in risposta a quello annunciato, ma non autorizzato, dell’estrema destra in ricordo di Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani. Come ogni 29 aprile, in occasione dell’anniversario della morte di Ramelli, il militante del Fronte della Gioventù aggredito da alcuni esponenti di Avanguardia Operaia, i movimenti neofascisti di Casapound, Forza Nuova e Lealtà e Azione lo ricorderanno nei pressi di via Paladini, luogo in cui subì l’agguato. Dopo quattro anni di manifestazione ‘statica’, però, quest’anno gli organizzatori hanno sfidato il divieto del prefetto e deciso che sfileranno ugualmente.

La questura milanese ha quindi deciso di modificare il percorso degli antifascisti perché “troppo vicino” a piazzale Susa, dove si ritroveranno i neofascisti. “Con questa motivazione – spiega una nota degli organizzatori – la Questura ha chiesto la modifica del nostro corteo. Non comprendiamo il motivo di questa decisione dato che è stato vietato ai fascisti di sfilare. Con senso di responsabilità abbiamo preso atto del nuovo percorso”. “Una scelta che, sia chiaro – avvisano – non impedirà agli antifascisti e alle antifasciste di opporsi, in caso i fascisti si muovessero in corteo non autorizzato”. Il nuovo percorso parte da piazzale Loreto e prosegue lungo via Costa, piazza Durante, via Teodosio, via Pacini, piazza Piola, viale Romagna e via Pascoli. La scelta arriva dopo una vigilia contrassegnata da un atto di vandalismo: nella notte tra domenica e lunedì è infatti stata imbrattata la scritta in ricordo di Ramelli in via Paladini.

La fiaccolata dei neofascisti, ha ribadito il sindaco Beppe Sala, è stata vietata dal prefetto e “quindi non va fatta”. Il sindaco partecipa invece alle 15 alla cerimonia ufficiale perché “è una parte della storia della nostra città su cui sarebbe sbagliato mettere la testa sotto la sabbia”. Ma, ha ammonito riferendosi ai politici, anzi alle “forze costituzionali” che hanno firmato un appello per permettere il corteo e non solo un presidio statico, “se il prefetto dice no non va fatta perché è lui il titolare a far rispettare l’ordine”.

Sul tema è intervenuto anche Matteo Salvini: “Io ricordo un ragazzo massacrato a sprangate per un’idea. La violenza da qualunque parte arrivi non è mai una soluzione”, ha detto. “Mi auguro che tutto venga fatto nel rispetto della legge, della decenza e del buongusto – ha aggiunto – Penso che nessuno si offenda se viene ricordato un ragazzo ucciso a sprangate per un’idea”. Se saranno esposti striscioni inneggianti al fascismo oppure verranno fatti saluti romani? “Ci sono le forze dell’ordine, ci penseranno loro”, ha concluso il ministro.

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