Ci sono oltre 100 discariche abusive di varie dimensioni in tutta Roma. E ogni giorno almeno 300 tonnellate di rifiuti finiscono “in strada”, ovvero nei campi abbandonati, sotto ai cavalcavia, in aree private lasciate incustodite, vicino ai campi rom. Numeri ai quali l’Ama ormai non riesce a fare più fronte da sola. Questo solo all’interno del Comune capitolino. Perché poi andrebbero monitorate anche le situazioni poco fuori i confini gestiti dal Campidoglio, come quella ormai nota come “Frigo Valley”, ben 60 ettari di immondizia formalmente situati nel Comune di Tivoli, denunciata esattamente un anno fa da ilFattoQuotidiano.it e mai risolta. Il maxi-rogo nel quartiere Collatino sviluppatosi nella serata di giovedì non fa che portare prepotentemente a galla la questione delle discariche abusive nella Capitale. Tanto più che l’area, di proprietà comunale – ai confini fra i Municipi IV e V, entrambi gestiti da minisindaci M5s – aspettava da mesi una totale bonifica. E invece, a febbraio è arrivato soltanto lo sgombero degli insediamenti abusivi, ma non la caratterizzazione e rimozione dei rifiuti.

IL DISASTRO DI ROMA EST – Gli oltre 100 siti censiti da Ama riguardano tutto il territorio capitolino. Ma l’incendio di giovedì sera è avvenuto in quella che già può essere considerata la “Terra dei Fuochi di Roma Est”, come documentato anche dalle commissioni parlamentari sulle Ecomafie. Il Gre, Gruppo di Ricerca Ecologica, nel marzo scorso ha addirittura contato in 125 i punti di sversamento illegale dei rifiuti nel solo quadrante di riferimento (in totale 5 municipi). Primo in classifica il IV Municipio (da Ponte Mammolo a Tor Cervara) con appunto 64 discariche, seguono il VI (da Torre Maura a Tor Bella Monaca) con 22 aree critiche, il III (Monte Sacro, Tufello) con 18, il VII (Appia e Anagnina) con 14 e il V (Centocelle, Prenestino) con 7. In totale fanno 19 ettari di rifiuti. Nella sola zona limitrofa a quella del rogo, la mappa interattiva documenta 5 siti ad alto rischio. Poco distante, infatti, c’e’ il campo rom “tollerato” di via Salviati, fra i principali indicati per i roghi tossici. Evidentemente, a poco è servito l’invio da parte del ministero della Difesa – su input del Viminale – di decine di soldati della Brigata Sassari.

QUANTO COSTA BONIFICARE – Ma perché Ama non bonifica? Operare su questi terreni ha un costo enorme. La società capitolina dei rifiuti ha calcolato in 3,5 milioni l’anno le spese per la bonifica delle discariche abusive. Ogni tonnellata di rifiuti raccolta costa circa 210 euro. In pratica, Ama dovrebbe spendere 6mila euro al giorno circa solo per rimuovere i nuovi rifiuti sversati. Senza contare che, in presenza di possibili agenti inquinanti del sottosuolo, è necessario chiedere all’agenzia regionale Arpa un esame più profondo che non sempre viene svolto in tempi da record. Anzi.

CAMPIDOGLIO: “BOICOTTAGGIO”. MATERIALE PER PM – Intanto, il dossier sul rogo al Collatino è confluito nell’indagine che la Procura di Roma ha già in mano sul presunto boicottaggio, da parte di ignoti, a danno delle istituzioni capitoline. Un fascicolo aperto all’indomani dell’incendio al tmb di Rocca Cencia, arrivato pochi mesi dopo quello ancora più rovinoso al tmb Salario. A questi si aggiungono i 600 cassonetti incendiati in due anni nella Capitale e gli atti di vandalismo perpetrati ai mezzi Ama e alle isole ecologiche.

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