Così il comunicato che si è immediatamente diffuso, in forma icastica: “Usa, stop a import petrolio Iran per Italia e altri sette paesi“. Ecco la novità, che è tale fino a un certo punto. I barbari di Washington decidono per noi. Sempre nel nome dell’interesse, del loro interesse: fatto falsamente passare per interesse della pace e dei diritti umani, nonché dell’Italia e delle altre colonie dell’Europa, costellate da centinaia di basi missilistiche made in Usa.

“Prima gli italiani” – il sacro motto dei sovranisti – non deve valere solo in basso con gli africani, ma anche, a maggior ragione, in alto con gli americani. Sennò si è solo dei servi che si fingono padroni. Eppure i sovranisti, ad oggi, non li abbiamo mai sentiti dire, salvo errore, “prima gli italiani” in faccia a Trump e alla monarchia neoleviatanica del dollaro. E non è arduo capire il perché. A dire “prima gli italiani” in faccia ai disperati dei barconi africani siamo capaci tutti. Ma con i potenti chi ha il coraggio di alzare la voce? Più facile scodinzolare, in effetti: come finora si è fatto, a sinistra come a destra, secondo il trito schema politico dell’alternanza in assenza di alternativa. Eppure proprio qui si parrà la nobilitade dei sovranisti: nel saper difendere la sovranità verso l’alto, contro i potenti dello scacchiere internazionale. Saranno in grado? Per ora i segni non sono promettenti, a essere sinceri.

Al di là di tutto, questa vicenda del petrolio iraniano mi pare della massima importanza anche per il momento in cui è giunta. Proprio ora abbiamo nuova materia per riflettere sul 25 aprile: e su come la benemerita liberazione dal nazifascismo si tramutò subito in nuova occupazione da parte dei barbari di Washington. Un giorno di festa e, insieme, di lutto, insomma. Questo è il 25 aprile, guardato al di là del vitreo e ingannevole teatro delle ideologie. I barbari di Washington – giova rammemorarlo – ancora ci occupano impunemente, con circa 115 basi militari disseminate per il nostro territorio nazionale a sovranità limitatissima. Decidono per noi cosa è bene o male. Di più, tutelano spudoratamente il loro interesse nel nostro territorio nazionale, nella nostra patria.

E voi, sovranisti tricolore, dove siete? La patria, per voi, va difesa solo dagli africani? Non siate ridicoli.

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