“L’Ira offre le nostre più sincere scuse alla partner, alla famiglia e agli amici di Lyra McKee per la sua morte.” Con una dichiarazione inviata a The Irish News, il gruppo New Ira ha ammesso le proprie responsabilità nell’omicidio della giornalista colpita da uno sparo alla testa giovedì notte a Derry, in Irlanda del Nord, durante gli scontri con la polizia. Dopo l’omicidio erano stati arrestati due ragazzi, di 18 e 19 anni, che però lunedì sono stati rilasciati. Oggi la polizia sul suo account Twitter dà notizia di un nuovo arresto: una donna di 57 anni sospettata di attività terroristiche.

New Ira, il gruppo di dissidenti repubblicani che si ispira all’Ira, l’organizzazione armata oggi non più in attività che lottava per l’indipendenza irlandese, spiega che la cronista è stata “uccisa tragicamente” nel corso di un attacco al “nemico”, in quanto si trovava “accanto alle forze nemiche”, ovvero gli agenti. Come è noto infatti, quando è stata colpita, Lyra McKee era accanto ad un veicolo della polizia nordirlandese e l’assassino stava sparando in quella direzione. Il gruppo, formato nel 2012, ha anche accusato la polizia di “provocare” i disordini che hanno preceduto gli scontri avvenuti nella notte fra giovedì e venerdì, nel quartiere di Creggan, quando circa 50 bombe molotov sono state lanciate contro gli agenti e due auto sono state incendiate.

Gli inquirenti hanno recuperato video delle telecamere di sorveglianza e girati con cellulari, in uno dei quali si vedrebbe il sospetto killer con il volto coperto che si sporge da dietro un riparo per sparare contro la polizia. Venerdì a Derry si è svolta una veglia, mentre domenica è stata annullata la parata solitamente in programma  per ricordare e rivolte del 1916, quando i militanti tentarono di ottenere l’indipendenza dal Regno Unito. “Il comitato ha deciso di cancellare la commemorazione annuale  di Pasqua come segno di rispetto per l’uccisione tragica e accidentale di Lyra McKee”.

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