Antonella Bundu è l’unica donna candidata sindaca di Firenze. “Il fatto che sia una donna nera è importante livello simbolico considerando che siamo in un momento di regressione in temi di diritti delle donne e di razzismo generalizzato“. Nata nel capoluogo toscano 49 anni fa da madre fiorentina e padre della Sierra Leone, i genitori si sono conosciuti a Firenze, durante uno scambio universitario. Sorella del pugile Leonardo Bundu, ha studiato tra l’Africa e l’Italia per poi lavorare a Liverpool come bibliotecaria in un ghetto e tornare a Firenze per gli studi universitari. Da quando aveva 17 anni è una militante politica fuori dai partiti, adesso candidata alle prossime elezioni amministrative con una lista che unisce Potere al Popolo, Rifondazione comunista, Sinistra italiana, Articolo 1-Mdp, Possibile, Diem25 e l’associazione civica Firenze città aperta.

Promuovere il trasporto pubblico, aumentare il riciclaggio, tutelare il diritto alla casa contro la speculazione immobiliaria legata al turismo di massa, la lotta all’esternalizzazione del lavoro, l’attenzione agli ultimi e all’integrazione sono i punti cardine del suo programma. “Una Firenze accogliente, al passo coi tempi, europea e multiculturale”, spiega Bundu, “Vogliamo modernizzare la città prendendo in considerazione soprattutto l’ambiente e non vivere solo di rendita di quello che è stato fatto 500 anni fa”