E’ testa a testa in Israele tra il premier uscente Benyamin Netanyahu e lo sfidante, il generale Benny Gantz. I primi exit poll diffusi subito dopo la chiusura delle urne fotografano un voto al fotofinish, il più incerto degli ultimi anni. La tv commerciale Canale 13 predice un sostanziale pareggio. Altri, come Canale 12, assegnano al partito Blu Bianco di Gantz un vantaggio di 4 seggi alla Knesset (37 a 33), mentre la tv pubblica vede lo sfidante in testa di un solo seggio.

Nei tre exit poll Gantz prende 36-37-37 seggi contro i 36-33-36 del primo ministro. In compenso come coalizione quella di destra guidata da Netanyahu avrebbe in questi exit poll 64-60-64 seggi contro 56-60-56 della coalizione di Gantz. Quindi Netanyahu avrebbe maggiori possibilità di formare una maggioranza per tornare al governo. Le due liste di destra, quelle di Bennett e Feiglin, al momento attuale non avrebbero superato la soglia elettorale.

Abbiamo vinto. Il popolo di Israele si è pronunciato. In queste elezioni c’è un chiaro vincitore e un chiaro perdente”, ha dichiarato l’ex generale, capo dell’esercito tra il 2011 e il 2015 che ha guidato due offensive contro Gaza, “Colonna di nuvola” nel 2012 e “Margine Protettivo” nel 2014.

“Il blocco di destra guidato dal Likud ha ottenuto una chiara vittoria“, ha detto da parte sua Netanyahu. “Ringrazio i cittadini di Israele – ha aggiunto – per la loro fiducia. Inizierò a formare un governo di destra con i nostri partner naturali stasera”.

L’altro dato è l’incertezza che regna per i piccoli partiti che erano in predicato di portare ossigeno alle rispettive coalizioni: molto sono a rischio soglia di sbarramento per entrare alla Knesset, il 3,25%. Ora si tratta di passare ai voti reali, con uno spoglio al cardiopalma che durerà tutta la notte. L’affluenza alle 20 si è attestata al 61,3%, pari a 3.884.636 elettori, in calo rispetto al 62,4% del 2015.

Il grande sconfitto è il Partito laburista di Avi Gabbai, che secondo gli exit poll nella prossima Knesset avrà 7-8 deputati (su un totale di 120). Nelle politiche del 2015 – in cui si erano presentati soto la guida di Isaac Herzog e assieme al partito centrista di Tzipi Livni – i laburisti avevano ottenuto 24 seggi. “Si tratta di un fallimento duro e doloroso”, ha ammesso la dirigente laburista Shelly Yechimovic. “E’ il risultato peggiore che abbiamo mai conseguito nella intera storia del partito laburista. Siamo sotto shock”. Ma è l’intera sinistra israeliana a uscire molto ridimensionata dalle urne. Il partito Meretz avrebbe ottenuto 4-5 seggi mentre le liste arabe – che nella scorsa Knesset avevano conquistato 13 seggi – per ora possono contare solo sui 6-7 seggi di Hadash-Taal. Un secondo partito arabo, Balad-Raam, potrebbe non aver superato la soglia di ingresso.

Anche oggi come nei precedenti giorni, in vista della battaglia all’ultimo voto, è stata forte la pressione – da tutte le parti – per spingere gli elettori alle urne per un’elezione considerata come la più importante degli ultimi anni ma anche la più difficile da prevedere. Non a caso Benny Gantz ha martellato per giorni il pubblico chiamando alla svolta nei confronti dell’attuale governo. “E’ una giornata di speranza, di unità del popolo. Guardo i cittadini di Israele e dico loro: il cambiamento è possibile”, ha detto poco dopo aver votato questa mattina nella scuola di Nofim a Rosh Hayin, nel centro di Israele. “Mi metto a disposizione dello Stato di Israele: assieme – ha insistito – prenderemo una nuova strada. Faccio appello a tutti, rispettiamo la democrazia e andiamo a votare”.

Non è stato da meno Netanyahu che ha cavalcato nelle ultime settimane la tattica di gridare al pericolo che la sinistra – come lui preferisce definire i centristi di ‘Blu-Biancò di Gantz e Yair Lapid – fosse sul punto di prendere il potere. “E’ un’ora fatale in cui stabiliremo il futuro dello Stato dopo il decennio migliore che abbiamo avuto”, ha ammonito su Facebook prima di andare a votare insieme alla moglie Sarah, nella scuola Paula Ben-Gurion a Gerusalemme. “Dobbiamo chiudere il divario con Lapid e Gantz. Solo un Likud grande – ha messo in guardia – impedirà un governo di sinistra”.

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