Norme più dure per i mutuatari insolventi. Il Parlamento greco lo scorso 29 marzo ha detto sì ad una legislazione più rigida sulla protezione dei debitori, modificando la cosiddetta legge Katselis che impediva l’esproprio della prima casa. I creditori valutavano la vecchia norma come un macigno sulla strada del risanamento bancario e giudicano ora con favore la mossa del governo Tsipras che, in questo modo, incassa anche un miliardo di euro da parte dell’Eurogruppo, promesso dalla ex troika proprio in cambio di un’accelerazione su nuove riforme (comprese le privatizzazioni che però registrano uno stop al Pireo sui cinesi di Cosco per il mega molo crociere). Denaro proveniente dai profitti realizzati dalla Bce e dalle banche centrali degli Stati membri dal mercato obbligazionario greco.

L’articolo 8 della legge Katselis in fase di revisione è quello sulla protezione giudiziaria dei mutuatari. Il vecchio testo prevedeva che quando la pronuncia giudiziaria non veniva accettata dai creditori, il giudice verificava l’esistenza di crediti contestati e l’adempimento delle condizioni per la regolazione dei debiti. Se i beni del debitore non erano sufficienti a coprire il mutuo, il giudice, dopo aver dedotto l’importo necessario per coprire le spese giornaliere del debitore e della sua famiglia, disponeva il pagamento mensile per un periodo di tre anni dell’importo rimanente sulla base delle sue attività e di tutti i suoi redditi per soddisfare i crediti dei creditori. Con questo procedimento la rata che il debitore era obbligato a pagare veniva scontata, proprio per una forma di protezione in chiave sociale di quelle fasce della popolazione che con la crisi si erano trovate in difficoltà.

Il taglio del mutuo (e la protezione della casa) era previsto anche nei casi di circostanze eccezionali, come la disoccupazione cronica, problemi di salute, reddito insufficiente a coprire le necessità di base del debitore. È questo quadro normativo legato al “taglio del mutuo” che i creditori internazionali chiedono di modificare, ufficialmente al fine di non offrire opportunità di sfruttamento da parte furbi o insolventi cronici, ma aprendo il grande dibattito nel paese sul simbolo della prima casa, in un sistema-Paese dove ben il 35% dei contribuenti è in pensione, più di lavoratori pubblici, professionisti o studenti.

Il settore immobiliare è essenzialmente l’unica risorsa dei cittadini greci, tanto per il presente quanto per in futuro, ed era stato oggetto della legge Katseli, secondo cui se i prestiti e i mutui non venivano regolarmente pagati l’immobile in questione dato in garanzia non risultava pignorabile se prima casa di proprietà. In Grecia dall’inizio della crisi (ma soprattutto nei due decenni precedenti) il problema dei prestiti in sofferenza riguardava solo quelli bancari, dal momento che le garanzie reali non coprivano il loro valore nominale. Nel 2017 530mila proprietari di immobili su un totale di 1 milione e mezzo hanno dichiarato redditi da locazione per un valore di mille euro annui, scoprendo il vaso di Pandora degli affitti in nero e quindi di mancati introiti per l’erario ellenico.

In particolare i nuovi parametri previsti dalla modifica sono questi. Il valore obiettivo della residenza primaria affinché sia protetto contro l’asta è fissato a 250mila euro nel caso di mutuo puro. Se il prestito è dato ad un professionista allora scende a 175mila euro. L’importo arretrato del prestito, sia per la casa che per l’azienda, non deve superare i 130mila euro. Se il debito è denominato in un’altra valuta (ad esempio in franchi svizzeri), si tiene conto del tasso di cambio di valuta estera e in euro al momento della prima erogazione. Il reddito per poter beneficiare della protezione non deve superare i 36mila euro per una famiglia composta da cinque membri.

Le richieste di protezione devono essere inviate tramite la piattaforma online entro il 31 dicembre 2019. La normativa prevede l’allungamento del periodo di rimborso a 25 anni, a condizione che l’età del mutuatario non superi gli 80 anni. Ad oggi circa il 31% dei mutuatari ha chiesto la protezione giuridica ai sensi della legge Katselis.

Plaude alla modifica dell’art. 8 anche l’agenzia di rating Moody’s, secondo cui la nuova legge potrà dissuadere “la maggior parte dei contribuenti strategici” dal prendere prestiti con forti rischi per le banche e potrà anche rafforzare la capacità delle banche stesse di esercitare una pressione per ristrutturare i prestiti a forte rischio. Aggiungendo che le banche greche fino ad oggi hanno rimborsato completamente i prestiti ricevuti tramite Ela (assistenza di liquidità di emergenza), migliorando il loro finanziamento e la liquidità di cassa.

Diminuisce anche l’importo dei crediti deteriorati, che alla fine del 2018 sono passati a 81,8 miliardi di euro, in calo di 12,7 miliardi rispetto al 2017 e in calo di 25,4 miliardi rispetto al marzo 2016, come ha detto detto il vicegovernatore della Banca di Grecia, Theodoros Mitrakos.

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