Non è Timmothy Pitzen, il bambino misteriosamente scomparso dal 2011, il giovane impaurito che mercoledì ha chiesto aiuto ai passanti in una città del Kentucky dando quel nome e cognome. Lo ha reso noto l’Fbi, annunciando il risultato dell’analisi del Dna: il giovane in questione è in realtà Brian Michael Rini, 23 anni, già arrestato in passato e recentemente uscito di prigione. Il ragazzo era stato notato mentre vagava con l’aria perduta e diverse ecchimosi sul viso per le strade di Newport, in Kentucky: alla polizia aveva raccontato di avere 14 anni e di essere Timmothy Pitzen, sostenendo di essere riuscito a scappare da due uomini che lo tenevano prigioniero in un motel nel vicino Stato dell’Ohio da quando era scomparso. Non solo, aveva anche fornito una descrizione dei due, dicendo che avevano fisico di bodybuilder e tatuaggi che raffiguravano serpenti e ragni.

Un racconto che è stato subito smentito dai test dell’Fbi, che hanno portato a identificarlo come Brian Michael Rini, giovane noto alla magistratura per reati come falsificazioni di documenti e, più recentemente, per furto con scasso e vandalismo. Il fratello minore ha detto alla Cbs che Brian, con cui non parla da quattro anni, è abituato a fare “cose ​​stupide da quando era piccolo“. “Ha già fatto qualche stupidaggine, ma mai così seria”, ha affermato, spiegando che suo fratello è “pazzo” e che soffre di molti problemi mentali. “Ha la sindrome di Asperger, soffre di disturbo bipolare“.

Da parte loro, i parenti di Timmothy hanno detto di non voler sporgere denuncia contro Brian Michael Rini. In una conferenza stampa, Kara Jacobs e Alana Anderson, la zia e la nonna di Timmothy, hanno detto di voler “pregare per questo giovane”. “Le ultime 24 ore sono state orribili. È estenuante. Ma mi dispiace per questo ragazzo che ha sicuramente sperimentato qualcosa di orribile per fingere di essere qualcun altro “, ha detto la nonna.

La scomparsa di Timmothy risale al 2011. L’11 maggio, Amy Fry Pitzen andò a prendere suo figlio, che allora aveva 6 anni, in una scuola di Aurora, in Illinois. Per due giorni, la madre portò il bimbo in viaggio, con visite ad uno zoo e un parco acquatico. Dopo tre giorni e 800 chilometri percorsi, il corpo di sua madre Amy fu trovato in un motel a Rockford, sempre in Illinois. La donna, che si era suicidata, aveva lasciato un biglietto dicendo di aver affidato il figlio a persone che gli volevano bene. “Non lo troverete mai”, aveva aggiunto.

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