Le mobilitazioni – Tra le tante iniziative, spicca la mobilitazione dell’associazione Non una di meno di Verona che ha ribattezzato la tre giorni “Verona città transfemminista”: previsti convegni sulla teoria gender, laboratori di piazza contro sessismo e razzismo, proiezione di cortometraggi. Il 30 marzo corteo con movimenti nazionali e internazionali, al quale sono attese, tra le altre, l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, e l’ex segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Probabile anche la presenza di Monica Cirinnà e dell’ex ministro Livia Turco. La sfilata – che ha tra gli organizzatori Cgil, Cisl, Uil, le associazioni “Isolina e”, Telefono Rosa, Il Melograno, Filo di Arianna, Traguardi, Aied – si concluderà davanti al Castello Scaligero, dove si terrà un altro flash-mob: tutte le donne sono state invitate a partecipare indossando dei guanti da cucina. Una risposta ironica al messaggio di donna-massaia che, secondo le manifestanti, viene portato avanti dagli organizzatori del Congresso. Il corteo di Non una di meno confluiranno con le manifestazioni “Verona libera, Italia laica”, promosso da Ippfen (International Planned Parenthood Federation European Network) e Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) in collaborazione con Rebel Network, e “Indietro, march!“, alla quale partecipa anche il Partito democratico.

“I valori e i modelli proposti dall’Organizzazione mondiale per la Famiglia – spiega la presidente del Telefono Rosa Maria Gabriella Carnieri Moscatelli – ci mettono seriamente in allarme perché sono a rischio conquiste già acquisite come la libertà della donna di decidere se e quando diventare madre, il suo ruolo nel mondo del lavoro e la sua emancipazione culturale. Telefono Rosa, da più di 30 anni, opera con un impegno costante per l’inclusione, la conciliazione, la genitorialità e il sostegno alle donne madri e lavoratrici. Non deve essere fatto nessun passo indietro rispetto ai faticosi traguardi raggiunti per la salvaguardia della libertà e dei diritti civili e sociali”.

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Congresso delle famiglie: cortei, flash-mob e appelli contro il convegno di Verona. “No a un nuovo Medioevo”

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