Oltre cinquantamila persone hanno marciato per le vie di Padova per la XXIV Giornata Nazionale in ricordo delle vittime delle mafie. Un corteo che ha ricordato le 1011 persone uccise dalla criminalità organizzata nel nostro Paese negli ultimi 150 anni: “Non è possibile che oltre l’80% di loro non ha ancora avuto verità e giustizia” ammonisce il fondatore di Libera don Luigi Ciotti dal palco subito dopo la lettura degli oltre mille nomi. Tra di loro ci sono anche i migranti morti nel 2018 nelle campagne pugliesi: “Prima in questo elenco c’erano quasi solo italiani – racconta la vice presidente di Libera Daniela Marcone – le ultime vittime sono di altre nazionalità, sono le vittime del caporalato uccise dalle mafie delle nostre comunità”. In testa al corteo c’erano i famigliari delle vittime che ancora oggi continuano a chiedere verità e giustizia, mentre non era presente nessun membro del governo: “Un’assenza che pesa – conclude il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho – (il governo) dovrebbe probabilmente dare un segno di maggiore spinta contro le mafie”

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