L’indagine penale da un lato e le decisioni del giudice sportivo dall’altro. L’aggressione subita da un arbitro 19enne, sabato 9 marzo, nel quartiere Japigia di Bari durante il match del campionato Allievi Under 17 tra Virtus Palese e Levante Bitritto non resta impunita. Secondo quanto riportato da Repubblica Bari sono 10 gli indagati dalla procura tra genitori, giocatori e dirigenti per i calci e i pugni che hanno fatto finire a terra il giovane arbitro.

E intanto è arrivato il verdetto disciplinare del giudice sportivo: esclusa per un anno da ogni campionato la società Virtus Palese, squalificati con pene da uno a 5 anni tre baby-calciatori della stessa squadra e il dirigente accompagnatore. Inflitta anche un’ammenda di 1.500 euro alla società, obbligata a risarcire i “danni fisici e materiali” subiti dal 19enne. Nella sentenza, il giudice ricostruisce l’accaduto spiegando come “al termine della gara alcuni calciatori” della Virtus “aggredivano” l’arbitro “procurandogli lesioni fisiche” e mentre il giovane fischietto “tentava di raggiungere gli spogliatoi veniva aggredito da alcune decine di sostenitori della società”, entrati sul terreno di gioco senza scavalcare la recinzione, “i quali lo colpivano con calci e pugni tanto da causare la caduta in terra” e una prognosi di 10 giorni.

Da qui, la decisione di squalificare fino al 31 marzo 2020, uno dei giocatori della Virtus Palese “perché a fine gara correva verso il direttore di gara e lo colpiva al petto con forza, con le mani, facendolo indietreggiare di un paio di metri”. Cinque anni di squalifica e proposta di inibizione dai campionati di “ogni ordine e grado”, invece, per due compagni di squadra: uno “colpiva al volto il direttore di gara con un violento schiaffo che causava forte dolore alla guancia destra” e l’altro sferrava “un forte pugno al volto provocandogli forte dolore e momentaneo stordimento”.

La stessa pena è stata inflitta anche al dirigente accompagnatore Francesco Scioscia – sempre con proposta di inibizione – perché “dopo aver contestato con frasi ingiuriose le scelte tecniche” dell’arbitro “veniva allontanato da questi dal terreno di gioco”. A quel punto, ricostruisce il giudice sportivo, “si avvicinava” al direttore di gara e “con frase intimidatoria e gesti plateali, lo minacciava” e “inoltre si muoveva presso la recinzione ove stazionavano i tifosi della società” dicendo: “Mi devo prendere dieci anni di squalifica ma questo lo spezzo”.

L’arbitro, dopo le cure in ospedale a Corato, si è presentato in questura e ha denunciato tutto: ora, come riporta la Repubblica Bari, sono indagati tre giocatori minorenni, sei genitori e un dirigente della Virtus Palese. Duro il commento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti, che, facendo gli auguri di pronta guarigione a Tiziano Albore – questo il nome dell’arbitro aggredito – e si scaglia contro “l’inaccettabile violenza”. “Mi chiedo, da padre, come possano questi genitori educare i loro figli se danno simili esempi”, dice Giorgetti.