Far conoscere la lirica al maggior numero di persone, con un occhio alle nuove generazioni e grazie alle nuove generazioni. L’associazione VoceAllOpera torna in scena con la sua opera low-cost e under 35, sempre innovativa negli allestimenti, meritocratica nella selezione dei giovani artisti e attenta al sociale, alle periferie e al riciclo. Il 15 e il 17 marzo darà vita al Rigoletto di Giuseppe Verdi allo SpazioTeatro89 di Milano. La rilettura, come sempre, è affidata al giovane regista Gianmaria Aliverta, capace già di trasferire la Cenerentola di Gioachino Rossini nel mondo dell’alta moda e il Gianni Schicchi di Giacomo Puccini nel mondo della politica.

In questo video, realizzato da Ludovica Lopetti, Aliverta anticipa come sarà il suo Rigoletto (tutte le informazioni qui).

In Rigoletto Aliverta mette l’accento sulla deformità del protagonista, per cercare di comprendere le ragioni del suo animo inquieto. La censura tentò di impedire di mettere in luce la deformità di Rigoletto sia all’epoca di Verdi sia nel dramma Le Roi s’amuse di Victor Hugo, a cui Verdi si rifà, tanto che lo scrittore francese dovette ricorrere a un’arringa difensiva, la stessa che poi utilizzarono Verdi e il suo librettista Francesco Maria Piave: “Rigoletto è deforme, Rigoletto è malato, Rigoletto è il buffone di corte, triplice infelicità che lo rende cattivo. Rigoletto odia il re perché è re, i gentiluomini perché sono gentiluomini, gli uomini perché non hanno tutti una gobba sulla schiena”. Aliverta rimette al centro la deformità di Rigoletto, proprio perché solo alla sua luce si può leggere il personaggio e provare a comprenderlo. L’odio che cova verso il mondo esterno lo acceca al punto che scambia l’isolamento e la prigionia della figlioletta Gilda per amore paterno e protezione. “Il mio Rigoletto – dice Aliverta, come già spiegato in un’intervista a ilfatto.it – sarà un travestito che organizza i festini dell’alta società finanziaria per il Duca e procaccia a lui e ai suoi ospiti escort giovani e belle“.

Sotto il profilo musicale il direttore d’orchestra sarà Nicolò Jacopo Suppa (classe 1993) che dirigerà un organico orchestrale di 41 elementi composto dall’Orchestra d’archi dell’Ensemble Testori e dalla Civica Orchestra di Fiati di Milano. Suppa ha scelto di rimanere fedeli alla partitura: “Verdi concepisce quest’opera come un flusso costante di musica e drammaturgia, quasi un film ante-litteram. Noi siamo andati a eliminare tutte quelle puntature che imprigionerebbero questo flusso in formule chiuse secondo lo schema recitativo-aria-cabaletta, ad eccezione di quella in Cortigiani, vil razza dannata, in quanto Rigoletto va a toccare per l’unica volta una nota che apre nuovi scenari drammaturgici e musicali”.

Il cast formato da giovani talenti è stato selezionato nelle ultime audizioni: Rigoletto sarà il baritono piemontese Alessio Verna, Gilda il soprano campano Sabrina Sanza e il Duca di Mantova il tenore calabrese Davide Tuscano. Sparafucile sarà Carlo Andrea Masciadri, Maddalena e Giovanna saranno impersonati da Camilla Antonini, Monterone da Emil Abdullaiev, il Conte di Ceprano da Mariano Orozco, Borsa da Maurizio De Valerio, Marullo da Francesco Auriemma, la Contessa Ceprano e il Paggio da Luana Lombardi e l’Usciere da Gabriele Faccialà. Il coro VoceAllOpera sarà diretto dal maestro Diego Terreni.

Le scenografie, ideate da Alessia Colosso, sono state realizzate dagli ospiti della comunità psichiatrica riabilitativa La Casa di Anania della Fondazione Castellini di Melegnano. I costumi sono ideati da Sara Marcucci e Maria Vittoria Benedetti e le luci da Elisabetta Campanelli e Sebastiano Bonicelli. Riccardo Longo sarà direttore di scena, mentre Brunella De Laurentis sarà assistente alla regia.

L’allestimento è una produzione di VoceAllOpera con la collaborazione di con Spazio Teatro 89, Fondo Morosini, Ensemble Testori, Civica Orchestra di Fiati di Milano, Fondazione Castellini e Comune di Milano.

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