C’era anche l’assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana nella lista dei 157 passeggeri del volo dell’Ethiopian Airlines precipitato ad alcuni chilometri da Addis Abeba. Sebastiano Tusa era diretto in Kenia, per un progetto dell’Unesco, dove era già stato nel Natale scorso. Era  invitato come relatore sulle prospettive dell’archeologia marina in Italia e in Kenia.Sessantasei anni, archeologo e sovrintendente del Mare della Regione, Tusa era stato nominato assessore regionale nell’aprile del 2018 dal governatore Nello Musumeci. Aveva preso il posto di Vittorio Sgarbi.

“Mi hanno chiamato dalla Farnesina non ci sono superstiti…”, dice tra le lacrime la moglie Valeria Patrizia Li Vigni, direttrice del museo d’arte contemporanea di Palazzo Riso a Palermo.   Oltre alla moglie, Tusa lascia due figli (Vincenzo, 28 anni, pure lui archeologo, vive a Londra mentre Andrea, 24 anni, è paleoetnologo).

Figlio del famoso archeologo Vincenzo Tusa, era professore di Paletnologia presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Nel 2012 era stato indicato come possibile candidato sindaco di Palermo di Futuro e Libertà. Alla fine era stato candidato solo al consiglio comunale senza essere eletto. Si era occupato di scavi archeologici a Pantelleria, a Mozia, in Iran, Iraq e Pakistan. Nel 2008 ha collaborato a un documentario di Folco Quilici sulla preistoria mediterranea a Pantelleria. Tra le ultime campagne di Tusa quelle su una nave romana nelle acque di Gela, quelle al largo di Pantelleria, le ricerche nel mare in cui nel 241 avanti Cristo si svolse la celebre battaglia delle Egadi che concluse la prima guerra punica.

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