Il mezzo cinema ha declinato la donna e la femminilità tra mille ruoli. Molti film, forse troppi, ne denigrano la dignità sacrificandola con leggerezza allo sfruttamento visivo del corpo, mentre altri hanno indagato sul genere, sull’umanità specifica dell’essere figlia, madre, individuo. Sempre atavicamente sospese tra creazione e distruzione, vita e morte, le donne a prescindere da machismi e femminismi colorano il cinema, e questo restituisce loro luci multiformi. In occasione della Festa della donna, accantonando ogni piaggeria, sarà utile ricordare alcune pellicole che vedono al centro la figura femminile.

1. Nel 1984 Marco Ferreri gira un film controverso. Il futuro è donna da una parte spingeva verso la libertà sessuale, ma dall’altra, infrangendo pregiudizi e sessismi di entrambi i generi, si lascia riscoprire oggi in dvd come opera pop dall’ambizione postmoderna. Ne parlano negli extra la costumista Nicoletta Ercole e l’attrice Piera Degli Esposti, stavolta nel ruolo di co-sceneggiatrice. La carrellata su Ferreri è lunga e costellata di aneddoti. Se la Ercole ricorda affettuosamente le protagoniste Ornella Muti e Hanna Schygulla con i costumi tra retrò e stile futuristico e i cambi improvvisi imposti dal regista al telefono, la Degli Esposti si sofferma tra le altre cose sul vero stato di gravidanza della Muti, che interpretò questa ragazza incinta al centro di un triangolo amoroso. Le situazioni limite si legavano a un materialismo intriso di piacere edonistico, in modo cieco, mascolinamente egoista, a volte paradossale e ridicolo rispetto alle situazioni proposte nella sceneggiatura. E l’edizione in home video rieditata da CG Entertainment si mostra ricca di contenuti seppur datata nella pasta (tele)visiva.

2. Se la Ercole afferma su Ferreri: “Mi ha insegnato la verità del cinema, ma non la falsità”, per il Manifesto di Julian Rosefeldt l’arte richiede verità, non sincerità. E sono infatti veri, verissimi i 13 volti, alcuni anche maschili, di un’altra importante donna di cinema: Cate Blanchett. Suprematismo, dadaismo, fluxus e futurismo vengono snocciolati in monologhi manifesto inscenati per un’istallazione video dell’artista tedesco e rivivono su corpo e voce cangianti dell’attrice in un lavoro che va oltre i ruoli, ripercorrendo un secolo di movimenti sociali e rivoluzioni culturali. L’edizione dvd purtroppo non è accompagnata da extra: sarebbe stato prezioso sbirciare la preparazione attoriale e avere testimonianze sul concept cinematografico rispetto alla dimensione galleria. E di galleria si torna a trattare con Manifesto: le video istallazioni originali sono visitabili al Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al 22 aprile.