“Piena fiducia in Conte sulla Tav. Sono certo che troveremo una soluzione insieme. È un’opera importante, per noi va fatta come chiedono cittadini e imprese”. Lo afferma il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio M5s Stefano Buffagni, intervistato dal Fatto Quotidiano, si dice fiducioso che si possa trovare un accorso con il Carroccio, ma ribadisce ovviamente che il Movimento è contrario sia al progetto iniziale sia alla cosiddetta “minitav”: “Fa sorridere come quelli che governavano prima ora invochino un mini- Tav, che oltretutto non si sa neppure cosa sia. Volevano buttare miliardi per un’opera che descrivono sovra-dimensionata”.

Intanto in un video su Facebook il gruppo M5S al Consiglio comunale di Torino ricorda che “l’11 marzo si riunirà il consiglio di amministrazione di Telt. L’intento sarebbe quello di dare il via ai bandi“, ma “far partire i bandi sarebbe una violazione degli accordi italo-francesi“. “Chi ritiene che questa decisione non sarebbe un problema per lo stop all’opera sbaglia”, affermano i consiglieri. La settimana scorsa il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli aveva detto che se anche i bandi dovessero partire, “rappresentano una ricognizione per 6 mesi. Non partono i bandi ma parte solo una ricognizione”. E in ogni caso “se riusciamo, e ci riusciremo, a chiudere” sulla Tav “entro la prossima settimana, non avremo neanche il problema dei bandi”.

“Dobbiamo fermare i bandi”, sostengono invece i consiglieri torinesi, “primo per esprimere una volta per tutte una chiara decisione politica, secondo per rispettare gli accordi tra Italia e Francia”. Accordi del 2012 che, ricordano i consiglieri, “all’articolo 16 stabiliscono che i bandi possono partire solo in presenza della disponibilità complessiva di tutte le risorse economiche. L’Italia ha stanziato il 27% del costo dell’opera, l’Ue il 6%, la Francia 0%. Quindi dare il via ai bandi significa violare gli accordi italo-francesi”.