L’arresto del sindaco di Eraclea per collusioni con le cosche locali della camorra sta diventando uno sconcertante caso di solidarietà e simpatie nei confronti dell’amministratre. L’avvocato Mirco Mestre è finito in carcere con l’accusa di voto di scambio: secondo gli inquirenti ha sollecitato e poi accettato da Luciano Donadio, indicato come il dirigente del gruppo criminale, per il tramite di Emanuele Zamuner, “la promessa di procurare voti in cambio dell’erogazione di utilità consistenti, tra l’altro, nell’approvazione di istanze amministrative di società e persone facenti capo al sodalizio mafioso, tra cui il progetto per la costruzione di un impianto di biogas nella frazione di Stretti di Eracea”. Ma nonostante la gravità dell’accusa di voto di scambio, i consiglieri comunali del gruppo “Eraclea Si Cambia” hanno deciso all’unanimità di non dimettersi, dopo le dimissioni comunicate dallo stesso Mestre con una lettera spedita dal carcere di Tolmezzo. Un gesto di solidarietà da parte del gruppo di maggioranza, che si aggiunge alla raccolta di firme dei cittadini, che ha raggiunto quota 300 adesioni.

Le dimissioni dell’avvocato Mestre aprono la porta all’arrivo di un commissario, in attesa delle elezioni amministrative del 2020. Ma egli ha ancora tempo fino al 21 marzo per ripensarci. Se così fosse, seppure con il sindaco in carcere, il consiglio comunale potrebbe continuare a restare in carica, sotto la guida del vicesindaco Graziano Teso (ex Forza Italia). Ma anche Teso è indagato (a piede libero) nell’inchiesta della Procura di Venezia, per aver dato il proprio apporto agli affari di Donadio, in cambio di voti, negli anni 2006-2007. Gli assessori e consiglieri di “Eraclea Si Cambia”, hanno deciso di schierarsi con il sindaco: “Gli siamo vicini e rispettiamo la sua decisione, proprio per questo nei prossimi giorni nessuno si dimetterà. Al termine di venti giorni, se il sindaco confermerà le dimissioni, il Consiglio comunale si scioglierà in automatico. È il nostro modo per rimanere vicini al sindaco e rispettare la sua scelta senza voltargli le spalle in un momento così delicato”.

Le dimissioni sono state, invece, presentate dai cinque consiglieri di opposizione, tre della lista di centro sinistra “Civica con Talon” e i due della lista di centro destra “Scelgo Cerchier sindaco”. Dal gruppo di maggioranza è venuta una dichiarazione molto netta: “Sosteniamo che la presunta innocenza del nostro primo cittadino debba essere garantita sia all’interno che all’esterno del procedimento che lo vede coinvolto. L’astenersi dal giudizio è dovere civico e massimo esempio di integrità ed onestà d’intenti. Quale principio etico fondamentale del vivere sociale, non può essere declinato all’opportunità del momento o alla persona: deve valere sempre, comunque e ovunque. Momenti come questi dovrebbero unire e non dividere, non solo a parole, ma nei fatti, a tutela del bene comune e della dignità delle persone”.

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