Il termine smart cities ho cominciato a sentirlo (e ne ho anche scritto) nel 2012. Fin troppo il termine smart cities è spesso associato a una strategia di green-washing (fare vedere che si vuole bene all’ambiente, stile “abbracciamo gli alberi”) in aggiunta a una serie di aziende che vogliono vendere roba nuova a carico della cittadinanza.

Sono rimasto quindi sorpreso quando tra la valanga di mail, tweet, like etc. mi è apparso un progetto su Milano, semplice, economico, a beneficio dei meno abbienti. Finanziato dall’Unione europea, il progetto di Eugugle per Milano non appare essere la solita super mega opera, ma piuttosto una cosa piccola, modesta, efficiente e pratica. Il nome Eugugle è un acronimo che sta per European cities serving as Green Urban Gate towards Leadership in sustainable Energy. È un progetto per la ristrutturazione intelligente degli edifici in città energeticamente efficienti.

Parte dell’iniziativa Smart Cities and Communities della Commissione europea, il progetto vuole dimostrare la fattibilità di modelli di riqualificazione di edifici, con l’idea di far partire una replicazione su larga scala a livello europeo entro il 2020, contribuendo così agli obiettivi di sostenibilità dell’Unione Europea che prevedono una riduzione delle emissioni di gas serra del 40% entro il 2030.

Dimentichiamoci i boschi verticali con appartamenti da mille una notte che i comuni mortali non potranno mai comprare. Qui la discussione ambiente, clima e soluzioni verdi si fa intima, pratica, e rivolta (cosa a mio avviso più rilevante) alle fasce meno abbienti della società. Il programma ha coinvolto per sei anni Milano, Vienna (Austria), Aachen (Germania), Sestao (Spagna), Tampere (Finlandia) e Bratislava (Slovacchia), che hanno realizzato progetti di ristrutturazione intelligente di gruppi di edifici per un totale di 226mila metri quadri di spazio abitato.

A rischio di essere cinico, la stragrande parte della popolazione che impatta, con i suoi usi, abitudini, costumi e consumi, sul cambiamento climatico non sono i ricchi, ma la classe media (e la classe povera). Se un milione di cittadini della classe media o povera comincia a consumare meno elettricità (e risparmiare sulla bolletta), l’impatto si vede.

Una delle voci più importanti del consumo energetico sono gli edifici: a livello europeo gli edifici incidono per il 40% sul consumo totale delle città. Le riqualificazioni energetiche previste dal Comune di Milano, progettate con il supporto del Politecnico di Milano, riguardano due condomini di appartamenti degli anni 70 e una scuola pubblica, per una superficie totale di circa 17mila metri quadri e un risparmio di energia primaria previsto fino all’82%.

Gli interventi di riqualificazione già completati sono quelli di via Feltrinelli 16, mentre in via San Bernardo 48-50 l’intervento è in corso. Per via Feltrinelli 16 si tratta di un condominio con 154 appartamenti; la riqualificazione, costata 13,6 milioni di euro, è avvenuta a edificio non abitato durante i lavori. Per via San Bernardo 48-50 (78 appartamenti) l’impegno economico è di 4,85 milioni. In entrambi i casi la riduzione del fabbisogno di energia primaria per il riscaldamento rispetto all’edificio esistente è prevista nell’ordine dell’85-90%.

Per la riqualificazione è stato scelto un approccio integrato:
1. isolamento dell’involucro, per ridurre il fabbisogno di energia dell’edificio e garantire migliori livelli di comfort;
2. rinnovamento degli impianti termici, più efficienti e dotati di sistemi per il recupero di calore;
3. integrazione delle fonti rinnovabili, con l’installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici.

Un aspetto importante, a mio avviso, è stato formare gli stessi inquilini in modo che comprendessero il funzionamento e l’affidabilità dei nuovi sistemi, come gli apparati di ventilazione e i sensori per il monitoraggio delle condizioni dell’aria interna (temperatura, umidità e concentrazione di Co2).

È un modello replicabile? Sì. Le città pilota, stando a quello che si legge sul sito di Eugugle, “condivideranno le conoscenze per implementare un mix equilibrato di soluzioni tecniche, socio-economiche e finanziarie, adattate alle necessità locali. I risultati del progetto formeranno strategie comprensive di riqualificazione facilmente trasferibili ad altre municipalità che verranno comunicate attraverso una campagna di replicazione a livello europeo, massimizzando il potenziale di riuso dei modelli di riqualificazione sviluppati in EuGugle, sia in altri quartieri delle città partecipanti sia in altre città europee con le stesse caratteristiche o problematiche”. Si possono fare cose serie, senza spendere troppo a beneficio delle classi medie, lasciando perdere i mega progetti super costosi e forse irrealizzabili? A quanto pare sì.

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