“È inammissibile parlare di ‘giustizia a orologeria‘. L’azione della magistratura non si arresta mai e non è mai rivolta a una contingenza politica o a favorire o danneggiare una parte politica”. Così l’Associazione nazionale magistrati risponde ai fedelissimi di Matteo Renzi e allo stesso ex premier, che, dopo la vicenda giudiziaria che ha travolto i genitori dell’ex leader del Pd, hanno parlato di una mossa mediatica costruita ad hoc per oscurare il caso del voto del Movimento 5 Stelle sulla Diciotti e l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini.

“Ogni giorno la magistratura emette migliaia di provvedimenti e non è accettabile parlare di interventi orientati, mediaticamente pilotati o aventi finalità politiche. I provvedimenti della magistratura hanno sempre un unico obiettivo, la tutela dei diritti dei cittadini, senza distinzioni”, si legge ancora nella nota emessa dalla Giunta esecutiva centrale dell’Anm.

L’associazione ricorda anche l’integrità della magistratura. “Non possiamo dire che le decisioni della magistratura sono giuste quando trovano il nostro gradimento o che sono politiche quando non ci piacciono, i magistrati non svolgono un’azione politica, ma applicano rigorosamente le leggi dello Stato – conclude l’Anm – È giusto fare chiarezza su questo perché vogliamo evitare dannosi tuffi in un passato che non vogliamo più rivivere e interrompere un refrain che rende una cattivo servizio ai cittadini”.

In un’intervista a La Stampa anche il pubblico ministero Eugenio Albamonte, ex presidente dell’Anm, ha sottolineato l’irrazionalità delle affermazioni di Matteo Renzi. “Secondo le illazioni di Renzi il tentativo sarebbe stato non tanto di interferire sulla politica, quanto sulla distorsione dell’informazione per offuscare mediaticamente un altro caso: siamo davanti a un’inedita declinazione del complottismo della magistratura”, ha detto il pm. “In questo momento non riesco a capire quale sarebbe il passaggio politico che riguarda Renzi: non mi sembra sia candidato alla segreteria del Pd, che sia presidente del Consiglio, che sia particolarmente esposto politicamente – ha continuato – Mi sembra si stia ritagliando spazi più che altro nel mondo della cultura”. Secondo il pm bisognerebbe ribaltare la domanda: “Non sarà per caso che la politica, invece di utilizzare argomenti propri per contrastare avversari, o in qualche caso alleati, strumentalizza l’azione giudiziaria facendone argomento principale del dibattito politico anziché lasciarla al suo posto?”. “La verità – ha concluso – è che per non avere la magistratura tra i piedi, bisognerebbe non delinquere“.

Anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha commentato le esternazioni dei membri del Partito democratico, definendole “da irresponsabili”. “Non ho mai commentato una vicenda giudiziaria – ha detto –  ma in linea generale senza entrare nel merito da ministro respingo l’idea che ci sia un sistema giudiziario che si muove a orologeria”.

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